Crescono le donne alla guida di una Asl ma la parità è ancora lontana

Crescono le donne alla guida di una Asl ma la parità è ancora lontana

Crescono le donne alla guida di una Asl ma la parità è ancora lontana

In particolare, le donne alla guida delle direzioni generali sono 57 su 222, pari al 25,68%, con un incremento di 1,89 punti percentuali rispetto allo scorso anno. L’indagine Fiaso

Cresce la presenza femminile nelle direzioni strategiche delle aziende sanitarie italiane. Oggi sono 250 le donne ai vertici di Asl, aziende ospedaliere e Irccs, su 717 posizioni apicali censite, pari al 34,87% del totale. Nel 2025 la quota era del 32,97%.

L’analisi territoriale mostra però differenze significative: il dato più alto si registra nelle regioni del Centro Italia, dove la presenza femminile nelle direzioni strategiche raggiunge il 41,27% (52 su 126). Seguono il Nord, con il 35,85% (128 su 357), e le regioni del Sud, con il 29,91% (70 su 234).

È quanto emerge dal monitoraggio Fiaso 2026 sulla composizione di genere delle direzioni strategiche del Servizio sanitario nazionale.

“Negli ultimi anni la presenza femminile nelle direzioni delle aziende sanitarie è cresciuta in modo costante”, spiega il presidente di Fiaso, Giuseppe Quintavalle. “Se nel 2008 le donne alla guida di un’azienda sanitaria erano meno del 9%, oggi una direzione generale su quattro è a guida femminile. Il management della sanità riflette sempre più la realtà del Ssn, dove la presenza delle donne tra i professionisti è ormai largamente maggioritaria. È un’evoluzione che segnala un cambiamento in atto e che mette al centro competenze, visione e capacità di leadership fondamentali per la direzione delle aziende sanitarie”.

In particolare, le donne alla guida delle direzioni generali sono 57 su 222, pari al 25,68%, con un incremento di 1,89 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Un dato che conferma una tendenza di crescita consolidata: nel 2018 la presenza femminile nelle direzioni generali era pari al 14,4%, mentre nel 2008 si fermava a meno del 9%.

Tra i ruoli monitorati, l’aumento più significativo riguarda i direttori sanitari, dove la quota femminile passa dal 32,13% al 36,15%, con un incremento di oltre quattro punti percentuali in un solo anno.

Le direttrici amministrative raggiungono il 40,93%, mentre la percentuale nelle direzioni sociosanitarie si attesta al 41,79%.

Nel complesso, si segnala un rafforzamento progressivo della presenza femminile nei ruoli apicali del Ssn, in linea con l’evoluzione della composizione professionale del sistema sanitario.

Il monitoraggio Fiaso ha preso in esame direzioni generali, amministrative, sanitarie e sociosanitarie di Asl, aziende ospedaliere e Irccs, includendo tutte le forme di incarico in essere: direttori titolari, commissari, incarichi ad interim e facenti funzione.

06 Marzo 2026

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