Nuove competenze infermieristiche. I sindacati medici ribadiscono il loro no all’accordo

Nuove competenze infermieristiche. I sindacati medici ribadiscono il loro no all’accordo

Nuove competenze infermieristiche. I sindacati medici ribadiscono il loro no all’accordo
Nulla di fatto all’incontro di ieri tra il sottosegretario Fadda e l’intersindacale medica e sanitaria del Ssn. Per i sindacati la bozza sulle nuove competenze non va bene. I cambiamenti proposti andrebbero fatti per legge e non attraverso semplici deliberati della Stato Regioni. Il rischio è di affidare compiti dei medici agli infermieri solo per risparmiare sul costo del personale. La posizione dei sindacati.

Con un nuovo documento consegnato ieri a Fadda i sindacati della dirigenza medica e sanitaria del Ssn hanno confermato il loro no alla bozza di accordo per le nuove competenza infermieristiche. Punto centrale del no sindacale è la stessa forma del documento.
 
“La bozza in oggetto e più in generale i percorsi delle nuove professioni sanitarie, che interessano circa 30 profili professionali – si legge nella nota inviata al sottosegretario alla Salute dai sindacati –  rappresentano una questione di estrema rilevanza, che si vorrebbe risolvere, non attraverso trasparenti percorsi legislativi, ma con semplici deliberati della Conferenza Stato-Regioni”.
 
In tal modo, spiegano i sindacati, “le Regioni potrebbero utilizzare personale tecnico ed infermieristico per compiti fino ad ora affidati ai medici, o ai dirigenti sanitari, con l’ obiettivo di ridurre i costi, trasferendo segmenti di attività da un fattore ad alto costo ad uno a basso costo”.
 
Al contrario, tali cambiamenti dovrebbero essere supportati da “chiare norme nazionali, fondate sulla formazione e sulle competenze professionali acquisite e riconosciute. Mentre, la bozza in oggetto – scrivono ancora i sindacati –  frantuma assetti ordinamentali concedendo la possibilità ad ogni Regione di disegnare proprie competenze professionali e profili di responsabilità che devono, invece, avere carattere unitario”.
 
“Sia ben chiaro – dicono però i sindacati – che nessuno vuole impedire agli Infermieri di realizzare legittime aspirazioni di crescita professionale”. Ma solo se si attueranno “proposte di relazioni tra le professioni sanitarie funzionali a modelli di organizzazione del lavoro che siano rispettosi delle competenze delle categorie interessate, all’interno del tessuto unitario del servizio sanitario nazionale”.
 
E l’esempio positivo, citato dai sindacati, è l’accordo sottoscritto recentemente  tra Medici (Radiologi) e altri Professionisti (TSRM e Fisici) per l’area della radiologia medica, “con il fattivo impegno del Ministero della Salute, senza contrapposizioni – concludono i sindacati – né tantomeno guerre”. Raggiungendo “un accordo, attraverso regole di sistema, chiare, dove le parole “diagnosi” e “prescrizione” sono attribuite con precisione alla competenza dei medici Radiologi. Una precisione che invece manca completamente nei documenti elaborati anche quando si parla di terapia e di certificazione”. 

08 Gennaio 2014

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