Nasce la “cabina di regia” tra Governo, Regioni e Sindacati. Al centro il lavoro e le relazioni interprofessionali

Nasce la “cabina di regia” tra Governo, Regioni e Sindacati. Al centro il lavoro e le relazioni interprofessionali

Nasce la “cabina di regia” tra Governo, Regioni e Sindacati. Al centro il lavoro e le relazioni interprofessionali
Restano le divergenze sulle nuove competenze infermieristiche, ma ministero e sindacati convergono sulla nascita di un nuovo organismo che si confronterà sulle più importanti tematiche del lavoro in sanità. A partire dai rapporti interprofessionali, anche alla luce dei nuovi assetti dei modelli organizzativi di ospedale e territorio previsti dal Patto per la salute. Il documento.

Lo stesso giorno, il 7 gennaio scorso, del fallimento del confronto con i medici sulle nuove competenze infermieristiche, il sottosegretario Paolo Fadda ha però incassato un sì convinto da tutti i sindacati su un documento “fuori sacco” preparato durante la pausa natalizia con il quale si è provato a dare un assetto stabile al confronto tra ministero della Salute, Regioni e sindacati.
 
Il documento, che alleghiamo in anteprima, è stato inviato ieri ai sindacati per un’ultima verifica prima della firma che dovrebbe avvenire il prossimo 16 gennaio. La proposta è quella di istituire una “cabina di regia” permanente di livello nazionale, “che veda la presenza delle rappresentanze istituzionali, sindacali e professionali di tutti gli operatori del sistema, che funga da coordinamento per la promozione e diffusione di buone pratiche e nel contempo realizzi un costante monitoraggio e adeguata verifica dei risultati attesi”.
 
“La cabina di regia – si legge nel documento –  è uno strumento che non può e non deve sostituirsi ad alcun confronto istituzionalmente e contrattualmente previsto”, ma “si ritiene importante prevederne l'istituzione come occasione e opportunità per dare un ruolo forte ad un coordinamento nazionale sulla regolazione della vita professionale ed organizzativa degli operatori del sistema sanitario e per ribadire il tratto universale e unitario del sistema salute”.
 
La cabina di regia sarà composta dai rappresentanti istituzionali della Salute e delle Regioni e da un rappresentante delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative,  e “deve intendersi come uno strumento per il confronto permanente unitario e partecipato sugli ambiti di sviluppo professionale, organizzativo e formativo collegati alle innovazioni introdotte da norme legislative, contrattuali, e da specifiche intese”.
 
“La cabina di regia – sottolinea il documento – avvierà un confronto permanente anche sui contenuti del Patto per la Salute, nell’ambito del quale monitorare e verificare la revisione dei modelli organizzativi, sia ospedalieri che territoriali, ad iniziare dall’organizzazione dei presidi ospedalieri per intensità di cure e dai modelli per complessità assistenziale, valutando le sperimentazioni in corso e promuovendo le buone pratiche”.
 
Ecco le linee guida sulle quali dovrà comunque svilupparsi l’attività della cabina di regia:
 
a) il processo di innovazione nell’organizzazione del lavoro in sanità si realizza in modo plurale, anche con il concorso di più professioni che attuano, in autonomia, responsabilità e competenza, la salvaguardia della salute dei cittadini;
b) il ruolo e le responsabilità diagnostiche e terapeutiche, anche in fieri, sono in capo ai medici anche per favorire l’evoluzione professionale a livello organizzativo e ordinamentale;
c) le professioni sanitarie, a partire da quella dell’infermiere, sono garanti del processo assistenziale, ed è per questo che è necessaria e non più rinviabile l’evoluzione professionale verso le competenze avanzate e di tipo specialistico;
d) Medici, infermieri e gli altri professionisti della salute riconoscono i relativi e specifici campi di intervento, autonomia e responsabilità e concorrono a garantire unitarietà del processo di cura e assistenza attraverso la definizione integrata di obiettivi, percorsi e criteri di verifica e valutazione degli esiti e dei risultati;
e) Le attuali professioni della dirigenza sanitaria concorronoinmaniera rilevante all'effettuazione e sviluppo dei processi assistenziali e contribuisconoall'integrazione professionale nei sistemi complessi in ambito interdisciplinare anche alla luce della costante evoluzione tecnico scientifica;
f) Medici, infermieri e gli altri professionisti della salute riconoscono e convengono che, ferme restando le responsabilità gestionali del dirigente di struttura, di colui che ricopre una posizione organizzativa e del coordinatore di unità operativa o di processo, la responsabilità professionale sulle decisioni e gli atti compiuti nell'ambito dei processi di cui sono garanti è personale e posta in capo a colui che tali decisioni e atti ha assunto e compiuto anche nell'esercizio di competenze avanzate o di tipo specialistico.

09 Gennaio 2014

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