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Neonatologi italiani a congresso. Intervista al vice presidente Piermichele Paolillo: “Alle future mamme dico: vaccinatevi per voi e per il vostro bambino”

di Luciano Fassari

La Società italiana di neonatologia andrà a congresso dal 6 al 9 ottobre prossimi. Un congresso particolare segnato dal Covid e che richiama anche la neonatologia a nuove e impegnative sfide: "Dobbiamo migliorare la conoscenza della Neonatologia nella gente comune e cercare di rafforzare il ruolo della Società verso i decisori politici. Puntare sempre di più su formazione, ricerca, inserimento e supporto dei giovani. E poi occorre lavorare sul contenzioso medico-legale", ci ha detto l'attuale vice presidente in corsa per la presidenza

27 SET - Tra pochi giorni i neonatologi italiani andranno a Congresso. Il primo dopo la pandemia con tutto ciò che ne consegue in termini di nuove sfide e nuove responsabilità anche per questa categoria.
 
Ne abbiamo parlato in questa intervista con il dottor Piermichele Paolillo, attuale vicepresidente della Società italiana di neonatologia, Direttore dell’Unità di Neonatologia del Policlinico Casilino di Roma e ora in corsa per la presidenza della Sin.
 
Dottor Paolillo come sta la neonatologia italiana a quasi due anni dallo scoppio della pandemia da Covid 19?
Rispetto ai primi mesi dell’emergenza la situazione è migliorata. All’inizio per esempio non avevamo i dispositivi di protezione, non erano stati predisposti i percorsi Covid e come tutto il mondo del resto eravamo in difficoltà. Oggi come le dicevo le cose vanno molto meglio e abbiamo molte più frecce al nostro arco, prima fra tutte il vaccino che nei prossimi mesi dovrebbe arrivare anche per i bambini under 12 e si stanno studiano anche vaccini Covid in combinazione con l’antinfluenzale. Poi oggi esistono dei percorsi assistenziali separati e vengono effettuati i tamponi all’ingresso in Pronto soccorso sia alle mamme che ai papà. E anche noi operatori facciamo i tamponi ogni 15 giorni.

 
Insieme a pediatri, ginecologi, infermieri e ostetriche anche voi neonatologi invitate le donne in gravidanza a vaccinarsi. Perché è importante?
Rispetto a quanto si pensava all’inizio della pandemia oggi abbiamo dati scientifici cospicui che ci permettono di raccomandare la vaccinazione a tutte le donne in gravidanza, in particolare quando ci sono fattori di rischio come l’età avanzata della mamma, la presenza di diabete o ipertensione e stili di vita scorretti come l’obesità e l’abitudine al fumo. La vaccinazione protegge non solo la madre, ma anche il suo bambino. Oggi purtroppo stiamo osservando un incremento delle donne gravide ricoverate in terapia intensiva perché non vaccinate.
 
Cosa rischia il feto se la mamma prende il Covid?
Se la mamma contrae l’infezione da SARS-Cov 2 corre il rischio di complicanze tra cui la nascita prematura che di per sé è una grave patologia.
 
C’è molta paura però delle vaccinazioni da parte delle mamme.
Bisogna cercare di tranquillizzare le donne perché la vaccinazione in gravidanza non è assolutamente pericolosa. I vaccini a mRNA sono come un whatsapp che entra nel corpo, è un messaggio per l’organismo a produrre una risposta contro la proteina spike del covid e poi sparisce. Ci sono solo dei vantaggi per le donne e per il nascituro. Lo stesso discorso vale anche per la fase dell’allattamento perché si trasmettono gli anticorpi al bambino. I vaccini sono sicuri e sono sorpreso che ci siano ancora milioni di persone scettiche.
 
Senta come la mettiamo con i piccoli punti nascita che nonostante le norme continuano a restare in pedi?
Ognuno vuole avere l’ospedale sotto casa e non si vogliono chiudere i piccoli centri con pochi parti l’anno. La Politica su questo punto è sorda. Come Società scientifica sosteniamo che se si vogliono mantenere aperti i piccoli centri ci devono essere garantite tutte le dotazioni strumentali e di personale medico e infermieristico per un parto sicuro e per una adeguata assistenza neonatale. Questa problematica verrà affrontata in modo esaustivo nel prossimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia
 
Il vostro congresso nazionale si terrà dal 6 al 9 ottobre a Roma e lei ha deciso di candidarsi alla presidenza. Qual è la sua idea per il futuro della Sin?
Dobbiamo migliorare la conoscenza della Neonatologia nella gente comune e cercare di rafforzare il ruolo della Società verso i decisori politici. Puntare sempre di più su formazione, ricerca, inserimento e supporto dei giovani e proseguire la nostra attività nelle raccomandazioni su motivi clinici ed etici in sinergia con le altre società scientifiche di area Pediatrica, Ostetrica, infermieristica e con le figure assistenziali territoriali, in particolare con la Pediatria di famiglia. E poi occorre lavorare sul contenzioso medico-legale.
 
Cosa propone?
Credo che un passo di civiltà, che mitigherebbe anche i contenziosi, potrebbe essere quello di spingere le istituzioni a creare un fondo economico di ristoro (tipo fondo vittime della strada) per i genitori di quei neonati che per prematurità o altra causa, chiaramente senza dolo o colpa, abbiano sofferto di un danno. Fondo dove le famiglie possano attingere risorse per non esser lasciate sole nella futura gestione di un neonato con esiti negativi.
 
Luciano Fassari

27 settembre 2021
© Riproduzione riservata


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