Bambino Gesù contro le aggressioni ai sanitari, raddoppiate in 5 anni. Parte la campagna “Rispetto prima cura”

Bambino Gesù contro le aggressioni ai sanitari, raddoppiate in 5 anni. Parte la campagna “Rispetto prima cura”

Bambino Gesù contro le aggressioni ai sanitari, raddoppiate in 5 anni. Parte la campagna “Rispetto prima cura”

Negli ultimi 5 anni raddoppiate le aggressioni all'ospedale pediatrico. In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari, la campagna con regole "a prova di bambino".

“Regole semplici, a prova di bambino” è il claim della nuova campagna “Il rispetto è la prima cura” dell’Ospedale Bambino Gesù in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari. Negli ultimi 5 anni le aggressioni, verbali e fisiche, contro il personale del Bambino Gesù sono raddoppiate: dalle 28 del 2021 alle 64 del 2025. In Italia, nel 2024, gli episodi registrati sono stati circa 18.000. Una tendenza preoccupante, che ha portato l’ospedale ad agire con un messaggio chiaro: “prendersi cura dei bambini significa anche prendersi cura delle relazioni e degli ambienti in cui la cura avviene”.

Il primo obbiettivo è quello di  promuovere comportamenti corretti e consapevoli verso chi lavora in ospedale e verso gli spazi condivisi, per tutelare il benessere di personale, pazienti e famiglie. Ogni giorno medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale tecnico e amministrativo lavorano con impegno per garantire ai bambini le migliori cure possibili.

L’aggressività, fisica e verbale, può compromettere la serenità di chi assiste e la qualità dell’assistenza. Allo stesso modo, la scarsa attenzione agli ambienti comuni può incidere sulla vivibilità e sull’accoglienza degli spazi ospedalieri. Affrontare questi temi significa rafforzare l’alleanza tra famiglie e operatori sanitari, che condividono lo stesso obiettivo: la salute dei bambini. 

Il cuore creativo della campagna è un ribaltamento simbolico dei ruoli: sono i piccoli pazienti a ricordare agli adulti le regole del rispetto. Attraverso video e contenuti diffusi sia all’interno dell’ospedale sia sui canali social e digitali, Alessandro e Aurora – due bambini in camice da infermiere e dottoressa – spiegano con semplicità e un pizzico di ironia quanto i comportamenti corretti siano fondamentali per chi lavora e per chi è in cura. La campagna si accompagna a un vademecum con sette semplici indicazioni, pensate in particolare per il Pronto Soccorso ma valide in tutto l’ospedale:

  1. Per favore aspetta con pazienza. In pronto soccorso ogni caso ha la sua urgenza.
  2. In pronto soccorso non alzare la voce. Spaventi i bambini e non aiuti il personale sanitario a fare il proprio lavoro.
  3. Affidati al personale sanitario.  In pronto soccorso ogni caso è importante e viene valutato con attenzione.
  4. In ospedale non sei solo. Rispetta chi ti sta accanto.
  5. Ricorda che l’ospedale è uno spazio condiviso. Rispetta le sue regole e aspetta con pazienza.
  6. Basta un piccolo gesto a fare la differenza. Lascia l’ospedale pulito.
  7. Teniamo l’ospedale pulito, insieme. Rispetta questi spazi.

Indicazioni semplici e concrete che richiamano l’idea di collaborazione: il percorso di cura inizia dal momento dell’arrivo in ospedale. È questa la “prima cura”. Promuovere il rispetto significa anche rafforzare la collaborazione tra colleghi e favorire un clima di lavoro sereno, condizione essenziale per garantire cure di qualità. Ridurre gli episodi di aggressività, valorizzare il lavoro di squadra e sensibilizzare alla cura degli spazi comuni sono gli obiettivi dell’iniziativa, in un’ottica di miglioramento dell’esperienza ospedaliera. 

Al Bambino Gesù l’attenzione alla qualità dell’esperienza ospedaliera si traduce anche in un forte impegno nell’accoglienza e nell’ascolto delle famiglie. Ogni anno l’ospedale garantisce supporto alloggiativo gratuito a quasi 4.500 famiglie provenienti da fuori regione o dall’estero, mentre migliaia di bambini ricoverati possono continuare il proprio percorso scolastico grazie alla Scuola in Ospedale. Allo stesso tempo sono attivi diversi strumenti di ascolto e segnalazione – dal questionario di soddisfazione al servizio “Speak-up”, fino ai canali dedicati per reclami e suggerimenti – che permettono a genitori e caregiver di condividere osservazioni, bisogni e proposte di miglioramento. Un dialogo costante che rafforza l’alleanza tra famiglie e professionisti sanitari e contribuisce a rendere l’ospedale un luogo di cura sempre più attento, rispettoso e accogliente per tutti, a partire dai piccoli pazienti.

11 Marzo 2026

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