Blocco dei contratti. Il Nursing Up ricorre alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo

Blocco dei contratti. Il Nursing Up ricorre alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo

Blocco dei contratti. Il Nursing Up ricorre alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo
Il ricorso contro lo Stato Italiano per il blocco degli stipendi e per la rifusione del danno ha superato il vaglio preliminare della Corte, che ha assegnato al procedimento un numero di registrazione. Per De Palma “un ottimo segnale, considerato che una grossa fetta di ricorsi non vengono ammessi nemmeno alla registrazione”.

“Un primo ed importante passo verso il riconoscimento dei diritti vessati”. Così il presidente del Nursing Up, Antonio De Palma, annuncia che la cancelleria della CEDU (la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo) ha registrato il ricorso presentato dagli iscritti al Nursing Up contro lo Stato Italiano per il blocco dei contratti e per la rifusione del danno.

“Migliaia di lavoratori – spiega De Palma – hanno riposto fiducia nel nostro sindacato, firmando il mandato utile a  ricorrere , in forma assolutamente gratuita, alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo. Hanno chiesto la condanna dello Stato italiano per avere violato i loro basilari diritti attraverso il perdurante blocco della contrattazione collettiva, nonostante l’esplicito invito al rinnovo formulato dalla Corte Costituzionale della Repubblica Italiana. Ebbene, questa fiducia inizia ad essere ripagata: la CEDU ha assegnato un numero di registrazione al ricorso”.

Tutti i ricorsi inoltrati alla Corte Europea, infatti, sono soggetti a un vaglio preliminare di ricevibilità e/o di non manifesta inammissibilità. Gli uffici della stessa Corte , nella prima fase di studio del ricorso verificano se ricorrono alcuni presupposti imprescindibili. “Ne discende, se ciò non è, una dichiarazione di irricevibilità e/o improcedibilità del ricorso senza neanche attribuirgli il ‘numero identificativo’. Se, al contrario, si ritiene che le argomentazioni utilizzate dal ricorrente siano correttamente poste e/o meritino approfondimento, assegna al ricorso il ‘numero identificativo’ di registrazione, così  da consentire al Giudice Europeo di decidere definitivamente in ordine alla ammissibilità o meno del ricorso”, spiega nel dettaglio il sindacato che evidenzia dunque come, “con l’assegnazione del ‘numero identificativo’, è stato confermato che le nostre argomentazioni risultano, allo stato, possedere i requisiti previsti per l’ulteriore corso”.

L’ottenuta registrazione non implica la certezza del positivo superamento del vaglio preliminare di non manifesta inammissibilità, ma per De Pala, “è certamente un ottimo segnale. atteso che una grossa fetta di ricorsi – come ben si capisce dal destino che, invece, pare abbiano subito quelli sostenuti dagli altri sindacati – viene bloccata  immediatamente e quindi non viene ammessa nemmeno alla registrazione”.

“Pur non avendo il modo e nemmeno il potere di ipotecare il futuro – prosegue De Palma -, azzardando previsioni su una materia tanto complessa e delicata , in qualità di Presidente sono estremamente soddisfatto di quanto abbiamo fin qui raggiunto  ,  perché I diritti dei lavoratori non devono essere lesi”.

“Mi auguro , pertanto – conclude il Presidente del Nusing Up -, che andando avanti la Corte valuti attentamente le nostre doglianze , trattandosi di fattispecie giuridiche che abbiamo studiato con cura  proprio per chiedere la meritata tutela a beneficio di migliaia e migliaia di associati che confidano in noi".

19 Dicembre 2016

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