Carenza medici. Fismu: “Non basta prevedere più posti in scuole specializzazione. Si stabilizzino i 10mila camici grigi precari”

Carenza medici. Fismu: “Non basta prevedere più posti in scuole specializzazione. Si stabilizzino i 10mila camici grigi precari”

Carenza medici. Fismu: “Non basta prevedere più posti in scuole specializzazione. Si stabilizzino i 10mila camici grigi precari”
Dario Calì, il coordinatore dell’area dei precari di Fismu rivolgendosi al ministro della Salute Speranza: "Servono misure urgenti per la gestione del Covid-19. Bene l'incremento delle borse di specializzazione, ma perché non valorizzare subito i precari esclusi dalle scuole a causa del perverso meccanismo dell'imbuto formativo? È assurdo".

Qualche luce, e ancora troppe ombre, sull’iniziativa del Governo per contrastare la strutturale carenza di medici del Ssn. Questa la ferma presa di posizione di Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu che si rivolge al ministro della Salute, Roberto Speranza per rafforzare le politiche dell’Esecutivo Conte.
 
“Quest’anno – sottolinea Dario Calì, il coordinatore dell’area dei precari di Fismu- il governo ha stanziato fondi per un cospicuo aumento delle borse di studio per le scuole di specializzazione, ma allo stesso tempo ha stanziato altrettante risorse per avere più accessi alla facoltà di medicina, rendendo così quasi nullo, in prospettiva, l’aumento dei posti per le specialità. Sembra un paradosso, quasi una presa in giro!”.
 
“Eppure – continua – basterebbe che i colleghi esclusi per effetto dell’imbuto formativo potessero accedere alla formazione e quindi al mondo del lavoro per appianare l’esigenza di medici. Da anni chiediamo la stabilizzazione degli oltre 10000 precari già operanti nella nostra sanità. Così facendo, invece, il gap tra laureati e borse disponibili non si andrà mai a chiudere, e si andrà a rafforzare il già numeroso esercito di “camici grigi””.
 
“Lo stesso governo – aggiunge amaro il dirigente Fismu – ha anche stanziato oltre 350 milioni per l’acquisto di apparecchiature diagnostiche per i medici di medicina generale. Ma ci chiediamo: con queste misure, nel futuro, chi potrà usare queste apparecchiature se mancheranno i medici? Se non si ripensa seriamente a un cospicuo finanziamento delle borse di studio tra pochi anni non avremo più abbastanza medici di famiglia e specialisti per rispondere alla domanda di salute di un Paese che continua ad invecchiare e a vedere in aumento soprattutto quelle patologie croniche che necessitano di assistenza continua”.
 
“È urgente – conclude Calì, facendo appello al ministro Speranza – che il Governo e il Parlamento spostino il suo orizzonte, che si abbia una prospettiva di lungo termine, che si inizi a programmare una politica sanitaria che miri al futuro di questo paese, investendo i fondi dove serve davvero e garantendo la giusta assistenza sanitaria a tutti i cittadini e su tutto il territorio nazionale. Per questa ragione abbiamo già avanzato diverse proposte e in varie occasioni: finanziamento di nuove borse, percorsi alternativi alle borse universitarie con la formazione lavoro negli ospedali, assunzione diretta dei precari nella medicina territoriale, che rischia di essere completamente cancellata. Tutte iniziative che potrebbero essere attuate in breve tempo con un tavolo di confronto e che risolverebbero immediatamente il problema dell’imbuto formativo e della carenza di medici”. 

17 Luglio 2020

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