Cassazione: “Se infermiere chiede intervento del medico questi è tenuto a rispondere alla richiesta”

Cassazione: “Se infermiere chiede intervento del medico questi è tenuto a rispondere alla richiesta”

Cassazione: “Se infermiere chiede intervento del medico questi è tenuto a rispondere alla richiesta”
Il caso di un medico condannato per non aver visitato un paziente (poi deceduto) dopo che la richiesta era stata fatta da alcuni infermieri. Nursing Up: “I medici riconoscano una volta per tutte, e senza aprioristici arroccamenti o riserve, le conoscenze tecnico-scientifiche degli infermieri che lavorano al loro fianco nelle realtà ospedaliere”. LA SENTENZA

“Allorquando a richiedere l’intervento del medico siano figure professionali tecnicamente qualificate, quali sono gli infermieri, la giurisprudenza di legittimità è costante nel ritenere senza mezzi termini che sul sanitario gravi un preciso obbligo di procedere immediatamente a visitare il paziente, con conseguente sussistenza del delitto di rifiuto di atti d’ufficio, qualora questo non accada”. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione in una recente sentenza in cui è stato condannato un medico (in sede civile mentre in sede penale il reato era prescritto) per rifiuto di atti d’ufficio dopo che, alla segnalazione prima di un infermiere, poi di altri due, sulla necessità di una sua visita a un paziente di 87 anni – poi deceduto – ricoverato al reparto di cardiologia invasiva, non aveva dato seguito alla richiesta degli infermieri.
 
“La recente sentenza della Cassazione finalmente “accende la luce” sull'evidenza, ormai vergata anche in diritto dall'autorevole mano della suprema Corte, che i medici riconoscano una volta per tutte, e senza aprioristici arroccamenti o riserve, le conoscenze tecnico-scientifiche degli infermieri che lavorano al loro fianco nelle realtà ospedaliere”. Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.
 
“L'importante pronuncia – prosegue – , che arriva anche sulla scia di  precedenti decisioni che andavano nella stessa direzione, conferma il percorso di indispensabile sinergia tra medico ed infermiere, che rappresenta un obiettivo di svolta per un servizio sanitario sempre più tempestivo, efficiente e di qualità a vantaggio del cittadino italiano. Da oggi più che mai, quando capiterà che un infermiere, durante il turno di notte, fosse costretto a contattare il medico di guardia, di turno turno o quant'altro, per rappresentare una criticità e per chiedere il suo pronto intervento, nessuno potrà mettere in discussione l'opportunità di tale richiesta. Tutto questo dovrebbe risultare scontato, eppure l’esperienza ci insegna che gli infermieri che “svegliano” il medico di guardia "troppe volte", in talune realtà vengono costretti a sentirsi in difficoltà per questa azione, quando in realtà in quel modo essi  esprimono le loro univoche competenze, conoscenze e capacità e le condividono con altri professionisti, nel rispetto degli specifici ruoli e per il bene dell'individuo”.
 
“Questa sentenza è molto importante, continua De Palma, perché, lo ripetiamo, sensibilizza le parti interessate ad un rapporto equilibrato. Troppo comodo considerare gli infermieri come collaboratori, ma essere pronti a celarsi "dietro il muro della competenza esclusiva" ogni volta che in qualche modo l'agire infermieristico chiede di assumere specifiche responsabilità. Niente più due pesi e due misure”.

07 Aprile 2021

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