Chirurgia estetica. Aicpe: “Per ringiovanire naturalmente non esistono scorciatoie, serve il bisturi”

Chirurgia estetica. Aicpe: “Per ringiovanire naturalmente non esistono scorciatoie, serve il bisturi”

Chirurgia estetica. Aicpe: “Per ringiovanire naturalmente non esistono scorciatoie, serve il bisturi”
Il 2° congresso dell'Associazione Italiana di chirurgia plastica estetica. Nel corso della due giorni, che ha visto riunirsi a Firenze 250 chirurghi plastici di tutta Italia, il presidente Botti ha sottolineato: "Attenti alla false promesse: mini-interventi danno mini-risultati".

Niente illusioni, nessuna soluzione facile o bacchetta magica: per ringiovanire davvero non esistono scorciatoie mini-invasive, il bisturi resta l'unica soluzione. È il messaggio che arriva dal secondo congresso dell'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, che ha visto riunire a Firenze 250 chirurghi plastici di tutta Italia. "Un conto è quello che si desidera, un conto è la realtà – ha affermato il presidente di Aicpe, Giovanni Botti -. Quello che la gente cerca oggi sono soluzioni per mandare indietro le lancette dell'orologio senza dover passare dalla sala operatoria e senza avere un periodo di recupero post operatorio. Il problema è che, a oggi, questo non è possibile".

Attenzione, insomma, al lato commerciale della chirurgia plastica e alle false promesse, che spesso dicono alla gente quello che la gente vuole sentire. "Ci vuole un po' di onestà, ci sono affermazioni che non rispecchiano la verità: mini-interventi danno mini-risultati", ha aggiunto Botti.
È un dato di fatto, tuttavia, che ci sono pazienti che non sono pronti per la sala operatoria e che vogliono trattamenti alternativi: "In questi casi si possono proporre filler o trattamenti mini-invasivi, ma è determinante che il medico sia onesto e spieghi quali saranno davvero i risultati e quale la durata nel tempo", ha precisato il presidente di Aicpe.

Per quanto riguarda il viso, ad esempio, si sente spesso parlare di soluzioni che, con un mix di filler, laser e un approccio multidisciplinare, promettono risultati simili alla chirurgia. Ma non è la verità: "L'invecchiamento del volto è dovuto a due fattori: da una parte il contenitore, la pelle, che si dilata con gli anni, dall'altro il contenuto (grasso, ossa) che si atrofizza (si riduce di volume) – ha spiegato Botti-. Questo porta a un rilassamento dei tessuti del volto. Inoltre la pelle è anche danneggiata superficialmente da sole e lampade, che sono la causa principale dell'invecchiamento cutaneo. Quando c'è una discrepanza tra contenitore e contenuto, con pelle troppo abbondante, per ritrovare le forme naturali bisogna sia intervenire dall'interno, agendo sui tessuti profondi, sia riposizionare la pelle ed eliminarne l'eccesso. Gonfiare non basta, anzi si ottiene l'effetto di una faccia a palla: questo è il risultato che si ha quando si vuole risolvere in modo mini invasivo una situazione che, invece, richiede il bisturi per avere un risultato naturale. E i pazienti restano molto delusi".

Se i filler possono essere una soluzione per le prime rughe e cedimenti, dopo i 50 anni, in linea di massima, l'unica possibilità per ringiovanire in modo naturale è la chirurgia (blefaroplastica e lifting). Soluzioni soft come filler, fili e trapianto di grasso funzionano solo per un certo tipo di indicazioni piuttosto limitate, come "migliorare alcuni inestetismi del volto o riempire un seno un po' svuotato. Ma per avere risultati importanti, c'è solo la chirurgia". 

17 Marzo 2014

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