Chirurgia robotica. Acoi: “Le raccomandazioni del Ministero portano l’Italia indietro di vent’anni”

Chirurgia robotica. Acoi: “Le raccomandazioni del Ministero portano l’Italia indietro di vent’anni”

Chirurgia robotica. Acoi: “Le raccomandazioni del Ministero portano l’Italia indietro di vent’anni”

Le raccomandazioni ministeriali sollevano critiche per mancanza di trasparenza metodologica, assenza di rappresentanza della chirurgia generale e incongruenze rispetto ai benefici clinici documentati. Bottino: “Occorre evitare che la prudenza si trasformi in inerzia”

“Che il Ministero della Salute affronti il tema della chirurgia robotica è un fatto positivo. Proprio per questo sorprende che, nelle raccomandazioni Hta per Chirurgia Generale, Ginecologia e Urologia, si chieda prudenza nell’utilizzo della robotica senza però esplicitare la metodologia utilizzata, le ragioni scientifiche e, soprattutto, senza alcun parere di chirurghi generali o delle società scientifiche. Ancora più grave è l’assenza del nominativo del clinico esperto di chirurgia generale, pur dichiarato come componente della Commissione”.

È un giudizio duro quello che arriva da Vincenzo Bottino, Presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi) che replica alle prime raccomandazioni HTA pubblicate dal ministero della Salute per Chirurgia Generale, Ginecologia e Urologia anticipando che Acoi sta predisponendo osservazioni puntuali al documento.

“Nel documento – spiega Bottino – si riconosce che il carcinoma del retto rappresenta un’area ad elevato bisogno clinico, caratterizzata da notevole complessità tecnica e ampia variabilità operatoria. Si riconoscono inoltre vantaggi dell’approccio robotico: riduzione del tasso di conversione, minori complicanze, minori perdite ematiche, riduzione dei reinterventi, oltre a segnali favorevoli su qualità di vita e sopravvivenza globale rispetto alla laparoscopia. A fronte di queste premesse, una conclusione ‘negativa’ sull’utilizzo della robotica appare non lineare e richiede chiarimenti sui presupposti metodologici e sul perimetro delle evidenze considerate”.

Bottino evidenzia anche una criticità formale: “Nel testo si afferma che la Commissione comprende un clinico esperto in chirurgia robotica per la chirurgia generale, oltre a quelli per ginecologia e urologia. Tuttavia, nella composizione nominativa pubblicata compaiono solo i riferimenti per queste ultime due discipline, mentre non risulta indicato il clinico esperto per la chirurgia generale. Su temi così delicati non possono esserci opacità, neppure formali”.

“In questo quadro – prosegue il Presidente Acoi – appare ancora più surreale che, mentre la centrale acquisti dello Stato ha appena pubblicato una gara per l’acquisto di nuovi sistemi robotici, lo stesso Stato suggerisca ai chirurghi di usare prudenza nell’impiego di tali tecnologie. Una contraddizione che evidenzia una mancanza di coordinamento istituzionale e rischia di generare confusione nelle strutture sanitarie”.

Secondo Bottino, la questione investe direttamente il rapporto tra evidenza scientifica, innovazione e qualità delle cure: “Appropriatezza delle indicazioni, concentrazione dei casi nei centri con esperienza, formazione certificata, audit e monitoraggio degli esiti sono condizioni decisive. Dentro questa cornice, una tecnologia che in molte procedure complesse mostra un valore aggiunto sempre più documentato merita valutazioni leggibili, aggiornate e coerenti con gli standard europei. Occorre evitare che la prudenza si trasformi in inerzia e che l’inerzia diventi un freno all’innovazione. Per questo – conclude Bottino – Acoi sta predisponendo osservazioni puntuali al documento. Lo facciamo perché vogliamo una sanità italiana moderna, allineata agli HTA europei e governata dal buon senso e dalla responsabilità scientifica”.

21 Aprile 2026

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