Cimo: “Urgente rete unica emergenza sanitaria, telemedicina occasione di svolta”

Cimo: “Urgente rete unica emergenza sanitaria, telemedicina occasione di svolta”

Cimo: “Urgente rete unica emergenza sanitaria, telemedicina occasione di svolta”
Questa la proposta del sindacato dei medici Cimo che ha riunito oggi a Perugia gli esperti del settore in un convegno dedicato al tema per condividere best practices, problemi e prospettive del settore dell’emergenza-urgenza. Per il presidente Guido Quici: "Il primo passo deve essere nel riconoscere un ruolo unico per il personale che opera nell’emergenza-urgenza e il secondo mettere a sistema la rete di emergenza, facendone un'eccellenza nazionale".

Ripristinare una rete unica dell’emergenza sanitaria per tutto il Paese e farne il banco di prova di un’assistenza universalistica efficiente e di alto livello professionale garantita dai medici del Sistema Sanitario Nazionale con il supporto degli strumenti della telemedicina. E’ questa la proposta del sindacato dei medici Cimo che ha riunito oggi a Perugia gli esperti del settore nel convegno dedicato a “Telemedicina nell’emergenza-urgenza” per condividere best practices, problemi e prospettive del settore dell’emergenza-urgenza.
 
“In un paese con la conformazione geografica come l’Italia e con una sanità stritolata da continue 'cure dimagranti', il sistema dell’emergenza-urgenza, nel quale si include sia l’intervento sul singolo paziente acuto sia l’intervento in comunità colpite da calamità, è una priorità nazionale che le istituzioni devono affrontare – ha detto Guido Quici, Presidente Nazionale Cimo -. Non è possibile, come oggi, avere una organizzazione dell’emergenza sanitaria con 20 sistemi regionali diversi a causa della quale assistiamo al paradosso di avere un Nord con poco personale sulle ambulanze e un Sud con poche ambulanze rispetto al personale. Il primo passo deve essere nel riconoscere un ruolo unico per il personale che opera nell’emergenza-urgenza e il secondo mettere a sistema la rete di emergenza, facendone una eccellenza nazionale garantita su tutto il territorio e a pari condizioni per ogni cittadino”.
 
Secondo gli esperti, la Telemedicina è oggi l’alleato più prezioso per fare del settore dell’emergenza-urgenza il terzo polo della sanità, accanto a quello ospedaliero e a quello territoriale. Se il sistema viene coordinato e fatto funzionare correttamente a livello nazionale, sostiene Cimo, la tecnologia diventa l’asse portante per livelli di assistenza massimi ai pazienti e che esaltano la competenza dei medici. Se invece, come oggi, lo sviluppo avviene a macchia di leopardo e a compartimenti regionali, con l’aggravante di un sistema del 118 sostanzialmente smantellato nella sua essenza medica, avremo perso una grande opportunità per la sostenibilità del sistema sanitario nazionale.
 
“Secondo tutti gli esperti la telemedicina può rivoluzionare i risultati su quelle patologie tempo-dipendenti nelle quali intraprendere un trattamento entro la prima ora diventa determinante ai fini della prognosi, dal salvare una vita al ridurre gli esiti dell’evento acuto, quali ictus o infarto del miocardio, o trauma – ha ricordato nel convegno Marco Coccetta, Segretario Regionale di Cimo Umbria -. Ma sempre di più tale rivoluzione deve essere governata dal medico che deve avere la capacità di utilizzare le tecnologie per migliorare la qualità dell’assistenza e non subirla come formale applicazione di riorganizzazioni dall’alto. Alle istituzioni – ha concluso Coccetta – il compito di rimettere la professionalità del medico al centro del cambiamento tecnologico come obiettivo per l’efficacia e l’efficienza del Ssn, invece di adottare la telemedicina come mero strumento di tagli alla spesa”.

05 Maggio 2018

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