Cisl Medici: “Nostra proposta per scudo legale dei medici nel cassetto della politica da un anno”

Cisl Medici: “Nostra proposta per scudo legale dei medici nel cassetto della politica da un anno”

Cisl Medici: “Nostra proposta per scudo legale dei medici nel cassetto della politica da un anno”
“Da oltre un anno la proposta di riforma avanzata Cisl Medici, come anche da altri primarie OO.SS. di categoria, attendono risposta e, nel frattempo, le prime teste del “Caos Covid” cominciano a cadere; purtroppo sempre le stesse, quelle di medici ed infermieri”, dice il segretario nazionale Papotto.

“E' trascorso quasi un anno dalla lettera che la Cisl Medici ha inviato al passato Governo “Conte 2” proponendo una compiuta modifica della Legge sulla responsabilità professionale dei medici e sanitari ed insistendo per la depenalizzazione delle condotte colpose e la “effettiva” cancellazione della responsabilità contrattuale del medico per porre rimedio alle troppe lacune normative che lasciano campo aperto a quelle evoluzioni giurisprudenziali che, spesso ricche di fantasia, finiscono per svuotare la legge di significato tradendone gli obiettivi dichiarati”, lo sottolinea oggi in una nota Biagio Papotto, Segretario Generale della Cisl Medici.
 
“La proposta predisposta da Cisl Medici– prosegue – non era però nel senso di fornire un illegittimo ed immorale “scudo” alla “malasanità”, bensì, rappresentava e rappresenta un'iniziativa mirata a rimediare a storture che costano al nostro SSN decine di miliardi l'anno quanto a medicina-difensiva e che deprivano il sistema degli investimenti utili per il reperimento di risorse umane e materiali. Insieme a questo, come triste presagio, la proposta voleva essere un tentativo di evitare quanto di inevitabile la pandemia avrebbe portato alla classe medica e sanitaria, ossia diventarne l'unico e vero capro espiatorio”.
 
 
A Papotto fa eco l’Avv. Domenico Francesco Donato, esperto di diritto sanitario e consulente legale Cisl Medici: “Gli avvisi di garanzia ricevuti da medici ed infermieri considerati, salvo presunzione di innocenza, responsabili per la morte del Sottoufficiale di Marina Stefano Paternò, imputata alla somministrazione di una dose di vaccino contro l'infezione da Sars-Cov2, segnano il colmo della misura e meriterebbero l'astensione in massa dal servizio di somministrazione dei vaccini che il Paese pretende dal suo personale sanitario. Non sarà così perché alla fine nel vero servitore dello Stato il senso del dovere prevale sempre sull'interesse personale, ma la risposta da dare a cotanta ottusa azione penale vorrebbe questo come anche più gravi reazioni”.
 
“Pure non è la magistratura colpevole in questo caso – continua Donato – visto che l'azione penale obbligatoria costringe anche i più avveduti funzionari a contraddire logica e giustizia; la colpa risiede in un legislatore vigliacco e privo di senso dello Stato che, da tempo, ahinoi, conferma di non avere più alcuna ragione di esistere avendo rinunciato ad esercitare con dignità e coscienza la sua antica e pur nobile funzione: quella di essere il perno del sistema democratico garantendo norme equanimi che garantiscono equilibrio tra gli interessi contrapposti a salvaguardia del sistema paese nel suo complesso”.
 
“Da oltre un anno – conclude Papotto – la proposta di riforma avanzata Cisl Medici, come anche da altri primarie OO.SS. di categoria, attendono risposta e, nel frattempo, le prime teste del “Caos Covid” cominciano a cadere; purtroppo sempre le stesse, quelle di medici ed infermieri che si battono per onorare l'antico giuramento di Ippocrate non certo per servire un Paese in cui è divenuto impossibile nutrire la benché minima fiducia.
Solidarietà alla famiglia del Sottoufficiale della Marina Militare che giustamente vuole sapere ciò che è successo”.
 

15 Marzo 2021

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