Competenze infermieristiche. L’appello dei confederali: “Vanno ridefinite al più presto, basta rinvii”

Competenze infermieristiche. L’appello dei confederali: “Vanno ridefinite al più presto, basta rinvii”

Competenze infermieristiche. L’appello dei confederali: “Vanno ridefinite al più presto, basta rinvii”
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl sottolineano che si tratta di un'assoluta priorità a maggior ragione ora che "sta prendendo forma un’agenda per la revisione della spesa fondata non sulla riproposizione dei tagli lineari, ma sulla definizione dei costi standard e sulla riorganizzazione dei servizi".

Ridefinire al più presto “competenze del personale infermieristico e di tutte le professioni sanitarie attraverso un percorso da condividere con il Ministero della Salute e con le Regioni”. E’ l’appello lanciato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

In quest’ottica le tre organizzazioni sindacali “appoggiano – sottolinea una nota – l’intento espresso dal ministro Lorenzin di procedere verso il completamento dell’iter di approvazione della bozza di accordo sulle competenze infermieristiche che, dopo un percorso di elaborazione al tavolo tecnico ministeriale durato oltre un anno, ha avuto fin dal febbraio scorso il disco verde della Commissione Salute delle Regioni”.

Il percorso intrapreso va dunque rilanciato e completato a maggior ragione ora che “sta prendendo forma un’agenda per la revisione della spesa finalmente fondata non sulla riproposizione dei tagli lineari, bensì sulla definizione dei costi standard e sulla riorganizzazione dei servizi sul territorio”. E, in quest’ottica, rafforzare il ruolo degli infermieri si configura come “uno dei passaggi chiave per realizzare un modello di assistenza più aderente ai bisogni dei cittadini, capace di operare in modo più mirato, ottimizzando l’uso delle risorse senza compromettere accessibilità e qualità dei servizi”.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl ribadiscono quindi che Il timore manifestato da qualcuno,” che in questo modo si possa aprire la porta ad una proliferazione caotica di modelli organizzativi, non solo non trova fondamento nei contenuti del documento condiviso, ma non ha ragion d’essere se pensiamo che la situazione attuale già vede disparità notevoli nei livelli di assistenza tra le diverse aree del paese; arrivare a standard comuni di qualità ed efficienza richiederà dunque percorsi diversificati, ovviamente nell’alveo di una visione che abbracci il Sistema Sanitario Nazionale nella sua interezza e complessità, come prevede il documento elaborato e condiviso”.

Nel quadro attuale, riconoscere le competenze degli infermieri, delle professioni sanitarie e degli operatori di supporto, “significa permettere loro di svolgere un ruolo professionale e culturale innovativo nel gestire di bisogni di salute sempre meno legati a situazioni di acuzie e sempre più, invece, alla presa in carico della persona, al sostegno continuativo alla non autosufficienza, alla facilitazione della vita autonoma anche in età avanzata, alla prevenzione. E significa abilitare la sperimentazione di modelli di assistenza, con la cabina di regia nazionale che accompagna l’evoluzione di tutto il Sistema, in cui le diverse professioni, con le rispettive competenze e responsabilità, si integrano in funzione del singolo assistito e del percorso di cura di cui necessita”.

Le tre organizzazioni sottolineano quindi l’importanza che si sia sviluppata intorno a queste esigenze una sensibilità comune tra il Ministro della Salute, le Regioni e i sindacati che rappresentano le professioni sanitarie. “Questa convergenza va ora messa a frutto, in modo da valorizzare appieno il potenziale di tutte le professionalità di cui il sistema sanitario e assistenziale dispone, e spingerlo verso un rinnovamento organizzativo in grado di assicurare sostenibilità, continuità e – conclude la nota – qualità dei servizi in tutto il Paese”.
 

26 Novembre 2013

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