Congresso Fimp. Chiamenti: “Giovani tra i 14 e i 16 anni in una sorta di limbo assistenziale proprio quando iniziano comportamenti pericolosi per la salute”

Congresso Fimp. Chiamenti: “Giovani tra i 14 e i 16 anni in una sorta di limbo assistenziale proprio quando iniziano comportamenti pericolosi per la salute”

Congresso Fimp. Chiamenti: “Giovani tra i 14 e i 16 anni in una sorta di limbo assistenziale proprio quando iniziano comportamenti pericolosi per la salute”
Il Presidente Nazionale Fimp Giampietro Chiamenti: “Nel passaggio tra infanzia e adolescenza non sempre sono garantite continuità di cura e assistenza. Proprio in questa fase della vita iniziano i comportamenti pericolosi per la salute. Siamo pronti a collaborare con altre associazioni mediche per stabilire nuove norme”

Creare un fronte comune contro gli stili di vita scorretti degli adolescenti italiani. Per questo è necessario rafforzare l’alleanza tra pediatri, medici di medicina generale e specialisti clinici e garantire così la continuità di assistenza e di cura ai giovanissimi. E’ questa la proposta avanzata dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) nel corso di una tavola rotonda che ha aperto i lavori del 43° Congresso Nazionale della Federazione. Fino a martedì sono riuniti a Sorrento delegati provenienti da tutta Italia.

“I giovani d’età compresa tra i 14 e 16 anni si trovano in una sorta di limbo nel quale il passaggio dal medico del bambino a quello dell’adulto non è sempre così chiaro e scontato – ha affermato Giampietro Chiamenti Presidente Nazionale Fimp -. E’ proprio in questa delicata fase della vita che iniziano alcuni comportamenti pericolosi per la salute come fumare, abbandonare la dieta mediterranea, abusare di alcol o avere rapporti sessuali non protetti. Bisogna siglare un accordo tra le varie associazioni mediche e stabilire norme chiare e precise che garantiscano una migliore assistenza ai giovani. Questo vale non solo per la prevenzione ma anche per le patologie croniche che interessano circa il 10% dei bambini italiani. Anche in questo caso serve un’integrazione che garantisca la continuità delle cure tra pediatra e i vari medici specialisti. La Fimp è pronta a fare la sua parte e siamo disponibili a collaborare con tutti gli altri rappresentati dei professionisti della salute”.

“Il ruolo del pediatria è fondamentale nel favorire i corretti stili di vita – ha aggiunto Ranieri Guerra Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute parlando di fronte all’assemblea dei delegati -. E’ infatti il professionista che ha il più forte rapporto di fiducia con i genitori italiani. Può fornire non solo assistenza ma anche messaggi educativi importanti a tutta la famiglia. Va quindi maggiormente coinvolto, per esempio, nella somministrazione dei vaccini e per aumentare le coperture di immunizzazione che stanno calando nel nostro Paese”.

“E’ quanto stiamo già facendo in Regione Toscana da due anni – ha sottolineato Paolo Biasci Vicepresidente Nazionale della Fimp -. Abbiamo riscontrato ampia soddisfazione da parte delle famiglie e di fatto sono state azzerate le liste di attesa che spesso costringevano genitori e figli a lunghe attese e spostamenti per poter usufruire delle immunizzazioni”.

Al Congresso della Fimp si discute anche di temi sindacali e del rinnovo del contratto dei pediatri. “Le ultime novità legislative introdotte dal Decreto Madia e dal Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) conseguito alla Legge di Bilancio – ha aggiunto Chiamenti – devono essere definite con chiarezza in un nuovo Atto di Indirizzo che possa permettere una ripresa della contrattazione per tutta la medicina convenzionata. Il nostro auspicio è che ciò avvenga già nei prossimi due mesi”.

Infine Tonino Aceti Coordinatore Nazionale Tribunale per i Diritti del Malato-Cittadinanzattiva ha posto l’attenzione sul mantenimento dell’attuale capillarità dell’assistenza pediatrica anche nelle zone più disagiate del Paese. “Per affrontare questo problema – ha concluso Biasci – il nuovo contratto dovrà avere delle norme ad hoc per garantire anche nelle zone geograficamente più disagiate la presenza capillare dei pediatri di famiglia. E’ un problema che va affrontato e risolto al più presto”.


 


Lorenzo Proia

24 Aprile 2017

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