Coronavirus. Sale a 63 il numero dei medici deceduti. Fnomceo: “Le mascherine per i medici devono essere almeno a livello FFP2”

Coronavirus. Sale a 63 il numero dei medici deceduti. Fnomceo: “Le mascherine per i medici devono essere almeno a livello FFP2”

Coronavirus. Sale a 63 il numero dei medici deceduti. Fnomceo: “Le mascherine per i medici devono essere almeno a livello FFP2”
Lo scrive oggi in una nota il presidente della Federazione Filippo Anelli: “Riteniamo che, per tutti i medici, le mascherine debbano essere almeno di livello FFP2, e assolutamente di livello FFP3 per i colleghi impegnati in prima linea nell’assistenza ai pazienti Covid-19. Siamo certi che, su questo fronte, siano a buon punto gli interventi messi in atto dalla Task force congiunta Ministero della Salute e Protezione Civile”. Chiesti anche tamponi "costanti" per tutti i sanitari.

“Ringraziamo il Presidente Mattarella per le sue parole, che ci sono di conforto e di sostegno – commenta il Presidente della Fnomceo Filippo Anelli -. Ringraziamo anche il Ministro della Salute Roberto Speranza, per il lavoro sinora svolto, per il suo impegno e per la costante attenzione alla nostra professione”. E sale oggi a 63 il numero dei medici e odontoiatri che hanno perso la vita durante l’epidemia di Covid-19. Mentre, secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicati ieri sera, sono 8.358 gli operatori sanitari contagiati, 595 in più rispetto al giorno precedente.
 
“Ribadiamo tuttavia come, per arginare la malattia, sia importante proteggere in maniera adeguata i medici – continua -. E ciò non solo perché, se un medico si ammala, si smaglia la rete di assistenza ma anche perché se ciò accade il medico ammalato rischia, almeno fino a che non si manifestano i sintomi, di essere a sua volta veicolo di contagio per i pazienti”.
 
“Per questo, al di là delle valutazioni sulle modalità di infezione degli operatori sanitari, che pur dovranno essere fatte in un’ottica di prevenzione del rischio ma che richiedono tempi di attesa che attualmente non possiamo permetterci e che, in nessun caso, possono costituire un’esimente dal dovere di proteggerli, chiediamo, per tutti i medici e gli operatori sanitari, due interventi urgenti e inderogabili – afferma -. Il primo è che a tutti gli operatori sanitari siano forniti dispositivi individuali di protezione commisurati al rischio di esposizione al Covid-19. Riteniamo che, per tutti i medici, le mascherine debbano essere almeno di livello FFP2, e assolutamente di livello FFP3 per i colleghi impegnati in prima linea nell’assistenza ai pazienti Covid-19. Siamo certi che, su questo fronte, siano a buon punto gli interventi messi in atto dalla Task force congiunta Ministero della Salute e Protezione Civile”.
 
“Il secondo intervento consiste nel monitorare lo stato di salute di tutti i medici attraverso tamponi costanti, per intercettare subito ed isolare i medici infettati e i loro contatti – conclude -. Sarebbe utile valutare di applicare questa strategia anche sul territorio, per intercettare e isolare sin dall’inizio i pazienti positivi e i loro contatti stretti e meno stretti. Bisogna partire, soprattutto nelle zone dove l’epidemia non si è ancora diffusa in maniera grave, precocemente con tamponi su sintomatici e contatti, isolare casi – e, se necessario, comunità -, secondo le metodiche consolidate dell’igiene pubblica. Ampliare l’utilizzo dei tamponi diventa fondamentale per ridurre la diffusione del virus. Se ciò non fosse possibile, andrebbero comunque isolati i casi sospetti e i loro contatti sulla base del solo criterio clinico (presenza di almeno un sintomo)”.

30 Marzo 2020

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