Covid. Appello Fadoi-Simi-Sigg-Sigot-Animo: “Ospedali vicini a collasso. No a messaggi che sminuiscono la situazione”

Covid. Appello Fadoi-Simi-Sigg-Sigot-Animo: “Ospedali vicini a collasso. No a messaggi che sminuiscono la situazione”

Covid. Appello Fadoi-Simi-Sigg-Sigot-Animo: “Ospedali vicini a collasso. No a messaggi che sminuiscono la situazione”
Lettera aperta delle Società scientifiche di Area Medica. “Non è di aiuto per nessuno sottovalutare, sminuire, fingere che la situazione sia quasi normale o che a breve si possa normalizzare. Pertanto chiediamo un maggiore impegno verso la diffusione di una informazione che accresca la consapevolezza dei cittadini sulla realtà che stiamo vivendo”.

“Gli ospedali sono ormai vicini al collasso, a causa di due fattori concomitanti: carenza di personale sanitario e mancanza dei posti letto a fronte dell’abnorme afflusso di malati per la rapida e vertiginosa diffusione dell’infezione virale”. È quanto si legge in una lettera aperta firmata dai presidenti delle Società Scientifiche degli internisti, FADOI (Dario Manfellotto) e SIMI (Antonello Pietrangelo), dei geriatri, SIGG (Raffaele Antonelli Incalzi) e SIGOT (Alberto Pilotto), e dall’associazione degli infermieri di Medicina interna, ANÌMO (Gabriella Bordin), che denunciano la drammatica situazione ospedaliera dovuta alla pandemia da COVID-19.
 
“E’ corretto e logico – si legge – monitorare la crescente saturazione dei posti letto nelle terapie intensive, ma in tante Regioni i tassi di occupazione dei reparti di Area medica sono ormai superiori al 100%, considerando anche la presenza dei malati non COVID, che continuiamo ad assistere, ma le cui possibilità di accesso agli ospedali si stanno riducendo. Una conseguenza probabile, se non certa, sarà l’incapacità di garantire gli standard qualitativi per le cure a tutti i malati cronici e ai malati acuti non COVID, oltre ad ulteriori criticità e ritardi nel campo della prevenzione”.
 
“La situazione sanitaria – prosegue la lettera – è drammatica e noi medici e infermieri  di Area medica,  sia nei nostri reparti sia in altri reparti ultra-specialistici rapidamente riconvertiti in Unità  COVID, ci prendiamo cura di oltre il 70% dei malati COVID ricoverati in ospedale, garantendo tutte le cure, compresa l’ossigenoterapia e la ventilazione non invasiva, cercando di strappare il paziente  alla intubazione o alla morte,   sentiamo il dovere di  sensibilizzare l’opinione pubblica  sulla reale situazione che viviamo ogni giorno negli ospedali”. 
 
“Siamo – continuano le Società scientifiche – ora passati dalla discussione pubblica, oziosa e inutile sulle caratteristiche del virus, ad una analisi continua dei dati che indirizza l’opinione pubblica verso fallaci rassicurazioni, portando a sottostimare il reale grado di saturazione dei posti letto che va ben oltre il 30 o 40% che viene usualmente comunicato. Infatti la realtà non è quella rappresentata e tutti noi viviamo ogni giorno grandi difficoltà ad accogliere, curare e trasferire i tanti malati che giungono ai PS in numero superiore alla capacità ricettiva delle nostre strutture”.
 
“Non è di aiuto – precisano – per nessuno sottovalutare, sminuire, fingere che la situazione sia quasi normale o che a breve si possa normalizzare.  Pertanto chiediamo un maggiore impegno verso la diffusione di una informazione che accresca la consapevolezza dei cittadini sulla realtà che stiamo vivendo.  Come Società scientifiche dell’Area medica, pensiamo che serva una posizione chiara ed univoca di fronte alla circolazione di notizie contraddittorie che rischiano soltanto di alimentare dissensi, confusione e malumore nella popolazione”. 
 
“Facciamo – conclude la missiva – appello alle altre Società scientifiche per condividere queste nostre preoccupazioni e alle istituzioni per aiutarci ad affrontare in tutto il Paese, la gravissima emergenza sanitaria, sostenendo il lavoro di tutti gli operatori del SSN”.

11 Novembre 2020

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