Covid. Fials: “Piano Marshall per la sanità o muore Ssn, personale reclama sicurezza e arruolamenti”

Covid. Fials: “Piano Marshall per la sanità o muore Ssn, personale reclama sicurezza e arruolamenti”

Covid. Fials: “Piano Marshall per la sanità o muore Ssn, personale reclama sicurezza e arruolamenti”
Il sindacato: “Servono interventi legislativi che valorizzino ruolo, capacità e competenze dei singoli profili professionali e per farlo occorrono risorse già in Legge di Bilancio. Tutto il personale del comparto sanità reclama oggi un diverso valore, anche retributivo e giuridico, e di questo il Governo se ne deve fare carico”

“Siamo a un bivio. O si cambia con un progetto condiviso, un piano Marshall per la sanità, o si muore come sistema Paese, e ci dimostriamo incapaci di cogliere l'opportunità dei fondi europei. Non perdiamo tempo in rimpasti inutili: sono solo un vecchio copione che sembra autorizzare gli italiani agli assembramenti del week end. Comportamenti irresponsabili i primi, tanto quanto i secondi. Proprio ora che è cruciale contenere la pandemia, visto che gli ospedali hanno raggiunto un numero di ricoveri superiore a quelli della scorsa primavera. Non dimentichiamo che a pagare per tutti nelle corsie degli ospedali sono infermieri, medici e personale sanitario, che cadono come birilli”. Questo l'appello alla responsabilità lanciato da Giuseppe Carbone, segretario generale della Fials.
 
“Assistiamo impotenti allo scaricabarile tra potere centrale e Regioni sulla gestione della pandemia, mentre in Germania si ritorna al lockdown duro – prosegue – e in Francia si paventano le non riaperture anche dopo le feste. Da noi infuria la polemica del giorno dopo, invece di mettere mano subito a un piano Marshall per la sanità che sappia ridisegnare l'architettura del SSN, la cui parola d'ordine dovrà essere 'prossimità'. Non basta che il professor Walter Ricciardi, consigliere del ministro Speranza, spieghi che gli oltre 60mila italiani morti per Covid sono dovuti a un SSN troppo povero. E non bastano gli allarmi di associazioni di categoria e sindacati per fermare una deriva inarrestabile, conseguenza delle scellerate scelte politiche del passato che hanno determinato scarsità di posti letto e di personale”.
 
Mancano all'appello oltre 60mila infermieri, 6mila medici e numerose professionalità sanitarie ed operatori socio sanitari, tra cui personale amministrativo e tecnico. “Un capitale umano che svolgerà un ruolo fondamentale anche alla riuscita dell'immane piano vaccinale che ci attende. Professioni considerate manovalanza per qualche mese – denuncia Carbone – e se va bene un paio d'anni. Persone su cui il sistema Italia non investe granchè, ma che dovranno impegnarsi mettendo a rischio la propria incolumità fisica, onde poi ritornare nel limbo della precarietà”. Ma noi della Fials guardiamo al futuro credendo che si possa costruire una proposta più equa e rispettosa della dignità degli eroi dimenticati, come pure dei giovani che verranno reclutati nella 'chiamata alle armi' dal commissario Arcuri”.
 
“Occorre ricostruire e avviare una stagione di riforme con più risorse in campo – propone il segretario generale Fials – immaginando e condividendo un progetto di Paese a partire dalla sanità. Perché, lo ribadiamo, senza salute non c'è economia. Pensavamo che questo punto fosse stato chiarito una volta per tutte dopo la prima ondata, invece il gioco delle parti, tra correnti di partito e ricerche del colpevole, la fa da padrone”.
 
“Manca un esame serio della realtà e un confronto con le parti sociali sulle questioni più scottanti, a cominciare dalla revisione dei protocolli di sicurezza. Capitolo urgente nel quale coinvolgere i professionisti della sanità, perché sono loro a sapere di cosa hanno bisogno. Servono interventi legislativi che valorizzino ruolo, capacità e competenze dei singoli profili professionali e per farlo occorrono risorse già in Legge di Bilancio. Tutto il personale del comparto sanità reclama oggi un diverso valore, anche retributivo e giuridico, e di questo il Governo se ne deve fare carico. Diversamente la risposta sindacale sarà più determinata”.

15 Dicembre 2020

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