Covid. Le ostetriche rinnovano la richiesta di essere inserite tra i soggetti vaccinatori

Covid. Le ostetriche rinnovano la richiesta di essere inserite tra i soggetti vaccinatori

Covid. Le ostetriche rinnovano la richiesta di essere inserite tra i soggetti vaccinatori
La Fnopo e gli ordini territoriali tornano a chiedere a gran voce che la categoria sia ricompresa tra quelle che possono somministrare i vaccini. “Le ostetriche, al pari delle altre professioni sanitarie, danno il proprio contributo a pieno titolo nel Servizio sanitario nazionale operando in diversi setting assistenziali, anche nei Centri vaccinali e come libere professioniste”.

“Potenziare il piano vaccinale messo in campo dal Governo per raggiungere l’adeguata immunità di gregge è possibile inserendo anche le ostetriche tra i professionisti vaccinatori. La proposta è stata già più volte rappresentata al ministro della Salute Speranza, ai Commissari straordinari per la gestione dell’emergenza Covid che si soni succeduti (l'ultima in ordine di tempo lo scorso 8 marzo) e ai presidenti del Governo, prima Conte e ora Draghi, dalla Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetriche che, nella sua funzione di organo politico, ha dato voce ai 21mila professionisti italiani che da tempo si sono resi disponibili a implementare tale servizio”, è quanto affermano le componenti del Comitato centrale FNOPO.  
 
“Purtroppo, però – rileva la Fnopo –  tale richiesta non ha trovato finora alcuna risposta né applicazione. Eppure, le ostetriche, al pari delle altre professioni sanitarie, danno il proprio contributo a pieno titolo nel Servizio sanitario nazionale operando in diversi setting assistenziali, anche nei Centri vaccinali e come libere professioniste. Si tratta, quindi, di personale già concretamente disponibile e formato per la somministrazione di vaccini non solo alle donne”.
 
“L’attuale situazione epidemiologica d’emergenza, a cui fanno riferimento i provvedimenti del Governo, necessita di scelte e azioni che possono trovare fattiva applicazione nel breve e medio periodo, soprattutto nell’aiuto di tutti i professionisti anche nell’ottica dell’oculata gestione delle attuali scarse risorse del Fondo sanitario nazionale. L’appello fatto dalle forze governative è proprio di mobilitare tutte le risorse del Paese, perché solo così è possibile contrastare tempestivamente ed efficacemente la diffusione del virus e la sua virulenza. Eppure, in modo incomprensibile, non sono prese in considerazione le numerose/i professioniste/i ostetriche/i già presenti nei SSR e SSR o le libere professioniste. Non si capisce il perché, visto che è obiettivo comune raggiungere la vaccinazione di massa – sottolineano i vertici nazionali della professione ostetrica -. La sinergia di intenti portata avanti dalla Federazione Nazionale, unitamente ai 65 Ordini professionali territoriali, va in questa direzione di aiuto e supporto al Paese che sta vivendo la più grave crisi della sua storia”.  
 
“È anche attraverso tale disponibilità che le ostetriche dimostrano la propria professionalità e resilienza, oltre a quanto quotidianamente si trovano ad affrontare tutte le volte che prendono in carico le donne per il monitoraggio del loro stato di salute con esami di routine e di misure di prevenzione, nonché durante l’intero percorso perinatale e i centri per la Procreazione medicalmente assistita (PMA) nei quali effettuano controlli anche i partner.  
Per tali ragioni – concludono le componenti del Comitato centrale -, la FNOPO e gli Ordini Territoriali continuano a chiedere alla Politica e ai decisori che si faccia in fretta e si predispongano tutte le misure necessarie affinché anche le Ostetriche, che sono specificamente formate, possano contribuire fattivamente a portare il Paese fuori dall’attuale grave situazione emergenziale pandemica, anche attraverso la somministrazione dei vaccini”.

23 Marzo 2021

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