Covid. Stressati e frustrati, anche gli Endocrinologi a rischio burnout

Covid. Stressati e frustrati, anche gli Endocrinologi a rischio burnout

Covid. Stressati e frustrati, anche gli Endocrinologi a rischio burnout
Gli endocrinologi ospedalieri sono i professionisti con il più alto esaurimento emotivo seguiti dagli ambulatoriali. Ad essere colpiti maggiormente sono le donne (78%) e i giovani medici (77%). questi i risultati di un sondaggio condotto dall’Associazione Medici Endocrinologi

Vulnerabili, preoccupati e messi alla prova durante la pandemia.
È questa la fotografia degli endocrinologi emersa dalla survey sul burnout e stress emotivo  condotta dall’Associazione Medici Endocrinologi (Ame) in pieno periodo pandemia.

Anche se non colpiti direttamente dal Covid, gli endocrinologi hanno subito un duro colpo dal punto di vista professionale: costretti a cambiare mansioni lavorative (37,5%) o a modificare la propria attività lavorativa come conseguenza della pandemia (il 92%); scarsamente coinvolti nelle strategie decisionali sul luogo di lavoro (solo il 21% dichiara coinvolgimento); dichiarano che non sempre hanno ricevuto dispositivi di protezione individuale; preoccupati per sé, per la propria famiglia e per i pazienti (4,5% riferisce senso di vulnerabilità per sé, il 23,3% per la propria famiglia e il 53% per sé, la famiglia ed i pazienti); lavorano più del previsto; vivono conflittualità nell’ambiente lavorativo (eccessiva nel 20.6%). Ad essere colpiti maggiormente sono le donne (78%) e i giovani medici (77%).

L’indagine, mette in evidenza anche un altro dato: nonostante la pressione e i cambiamenti, gli endocrinologi mantengono un livello di burnout simile a quello emerso nella stessa indagine dello scorso anno “L’analisi dei dati – dichiara Simonetta Marucci endocrinologa Ame – ci porta presumere che i medici stiano mantenendo un livello di attenzione in una situazione di emergenza ma che ai primi segni di rallentamento possa esplodere un boom di situazioni di burnout diffuso tra i medici”.

La survey su Burnout e resilienza è stata condotta dal Gruppo AME composto da Simonetta Marucci, Vincenzo Triggiani, Piernicola Garofalo, Roberto Attanasio, Vincenzo Di Geronimo, Edoardo Guastamacchia, Giuseppe Lisco, Marco Giannini, Yura Lo Scalzo.
Il burnout è definibile come l'esito patologico di un processo stressogeno ai danni di un professionista della salute che non risponde in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro lo porta ad assumere. È un fenomeno preoccupate soprattutto negli Stati Uniti dove colpisce il 50% dei medici. Digitando la parola burnout sui principali motori di ricerca di pubblicazioni scientifiche (Medline, Pubmed, Psychinfo) si ottengono circa 77.000 Voci relative a riviste e 145.000 di risorse online.

Da tempo, è stato già messo sotto la lente d’ingrandimento anche per le ripercussioni sui sistemi assicurative e sull’organizzazione sanitaria, dato che è tra le cause dell’errore medico, causa di eventi avversi nei pazienti. Altri dati interessanti della survey riguardano le differenze contrattuali. Gli Ospedalieri risultano avere il più alto esaurimento emotivo seguiti dagli ambulatoriali e lo stesso risultato per la ’depersonalizzazione’ un indicatore del burnout secondo lo strumento che meglio valuta le dimensioni teoriche del burnout, il Maslach Burnout Inventory General Survey (MBI-GS). La realizzazione personale maggiore si trova nella libera professione, poi negli ambulatoriali e infine i meno realizzati appaiono gli ospedalieri, con differenze significative.
 
“Il Burnout è un fenomeno complesso che richiede programmi definiti e precise strategie di prevenzione – ha aggiunto la  referente della survey Ame  – certamente controlli periodici e rilevazione del burnout possono ridurre l’entità del fenomeno ma solo accurati programmi di informazione, gestione del personale e training formativi possono ridurre la portata del problema. Le strutture medico ospedaliere devono tenere presente che la riduzione del burnout degli operatori si traduce in vantaggio per i pazienti”.
 

30 Novembre 2020

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