Dalla prevenzione agli stili di vita, i consigli dell’ostetrica per proteggere la salute delle donne

Dalla prevenzione agli stili di vita, i consigli dell’ostetrica per proteggere la salute delle donne

Dalla prevenzione agli stili di vita, i consigli dell’ostetrica per proteggere la salute delle donne

Dalla diagnosi precoce agli stili di vita, passando per screening e vaccinazione HPV: nella Settimana della salute della donna emerge il ruolo centrale dell’ostetrica nella prevenzione dei tumori femminili e nella promozione di una cultura della salute più consapevole, i consigli di Fnopo.

C’è un tempo per curare e uno, ancora più importante, per prevenire. È da questo presupposto che prende forma la Settimana della salute della donna, occasione per riportare al centro un tema troppo spesso rimandato: la prevenzione. Non solo come insieme di controlli, ma come scelta quotidiana che può cambiare il corso della vita. A ribadirlo è Anna Domenica Mignuoli, Consigliera del Comitato Centrale della Federazione nazionale degli Ordini della Professioni di Ostetrica (FNOPO), che sottolinea come “la prevenzione e la promozione della salute rappresentino strumenti decisivi per ridurre incidenza e mortalità delle malattie, in particolare quelle oncologiche. Intervenire precocemente, infatti, significa aumentare le possibilità di cura e migliorare la qualità della vita”.

L’ostetrica, un punto di riferimento lungo tutto l’arco della vita

In questo percorso, l’ostetrica riveste un ruolo chiave. “È una figura che accompagna le donne in tutte le fasi della vita, dal primo accesso ai servizi fino all’età adulta e oltre, creando una relazione basata su fiducia, continuità e ascolto – spiega Mignuoli -. Non si tratta solo di eseguire esami come Pap-test e HPV-test, fondamentali per la prevenzione del tumore del collo dell’utero, ma anche di fare informazione e counselling. L’ostetrica, infatti, aiuta a orientarsi tra i servizi, chiarisce dubbi, riduce paure e contribuisce a superare quelle barriere – culturali, sociali e psicologiche – che spesso tengono lontane le donne dai programmi di screening”.

Screening: strumenti efficaci, ma ancora poco utilizzati

In Italia i programmi di screening oncologico rappresentano un pilastro della prevenzione. Mammografia, screening cervicale e screening colorettale sono offerti gratuitamente e permettono di individuare precocemente eventuali patologie. “Eppure, l’efficacia di questi strumenti dipende dalla partecipazione – sottolinea l’ostetrica -. L’invito attivo da parte del sistema sanitario è fondamentale, ma spesso non basta. È proprio il consiglio diretto di un operatore sanitario a fare la differenza, trasformando un invito in una scelta concreta”.

Vaccinazione HPV: un’alleata ancora sottovalutata

Accanto agli screening, un ruolo decisivo è svolto dalla vaccinazione contro il papillomavirus umano. Un’infezione molto diffusa, spesso asintomatica, ma che in alcuni casi può evolvere in forme tumorali.

“Il vaccino rappresenta uno strumento di prevenzione efficace e sicuro, in grado di ridurre significativamente i tumori correlati all’HPV. Eppure – evidenzia l’esperta – persistono falsi miti, a partire dall’idea che riguardi solo le ragazze. In realtà, la vaccinazione è raccomandata anche per i ragazzi, proprio per interrompere la catena di trasmissione del virus”.

La prevenzione non si esaurisce nei controlli. Gli stili di vita incidono in modo determinante sul rischio oncologico. Si stima che circa un terzo dei tumori più comuni possa essere evitato adottando abitudini più sane. “Attività fisica regolare, anche moderata, alimentazione equilibrata ispirata alla dieta mediterranea, riduzione dei cibi ultra-processati: sono scelte semplici ma efficaci. Anche l’allattamento, come evidenziato dagli studi, contribuisce a ridurre il rischio di tumore al seno”, dice ancora Mignuoli.

Nonostante le evidenze, l’accesso alla prevenzione non è ancora equo. Le difficoltà economiche, le barriere linguistiche e culturali, i problemi organizzativi e le paure legate agli esami o alla diagnosi rappresentano ostacoli concreti. A questi si aggiungono i ritmi della vita quotidiana, che spesso spingono a rimandare controlli fondamentali. “Ma è proprio su questo punto che si gioca la sfida della prevenzione: trasformare la consapevolezza in azione”, conclude l’ostetrica. Prendersi cura di sé non è un lusso, ma una necessità. Basta poco per fare la differenza: aderire agli screening, informarsi, confrontarsi con i professionisti sanitari.

La prevenzione è, prima di tutto, una scelta. Una pausa nella quotidianità che può tradursi in anni di vita guadagnati.

23 Aprile 2026

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