Giornata salute della donna. Scegliere dove partorire. Fnopo: “Serve informazione, sicurezza e consapevolezza”

Giornata salute della donna. Scegliere dove partorire. Fnopo: “Serve informazione, sicurezza e consapevolezza”

Giornata salute della donna. Scegliere dove partorire. Fnopo: “Serve informazione, sicurezza e consapevolezza”

La decisione sul luogo del parto richiede un equilibrio tra sicurezza clinica, qualità dell’assistenza e rispetto delle preferenze della donna. Centrale il ruolo dell’ostetrica e del team sanitario nel garantire continuità assistenziale, promozione del contatto precoce madre-bambino e sostegno all’allattamento, in un approccio che integra sicurezza e umanizzazione

La scelta di dove partorire non è mai un dettaglio organizzativo, ma un passaggio decisivo del percorso nascita. In questa fase, la donna è chiamata a mettere insieme informazioni cliniche, bisogni personali, aspettative sull’esperienza del parto e qualità dei servizi disponibili sul territorio.

Nel contesto della Settimana nazionale della salute della donna, il tema assume un significato ancora più ampio, ricorda la Fnopo:  “Promuovere consapevolezza significa infatti rafforzare la capacità delle donne di compiere scelte informate, sostenute da professionisti e basate su percorsi sicuri e appropriati”.

Sicurezza e umanizzazione: un equilibrio necessario

La sicurezza clinica resta il primo criterio nella scelta del punto nascita, ma non può essere separata dalla qualità dell’esperienza assistenziale. L’obiettivo dei percorsi nascita è garantire appropriatezza rispetto al rischio ostetrico, promuovendo al tempo stesso la fisiologia del parto e la centralità della relazione madre-neonato. In questo senso, la presidente della Fnopo, Silvia Vaccari, sottolinea come “la nascita debba essere accompagnata da un’assistenza competente, capace di garantire sicurezza ma anche rispetto dei tempi, dei bisogni e della dignità della donna”.

Dove partorire: le possibili opzioni

Il parto può avvenire in ospedale, in casa di maternità o a domicilio, a seconda del profilo di rischio e delle condizioni cliniche della gravidanza. L’ospedale rappresenta il riferimento principale, soprattutto quando è necessaria la disponibilità immediata di servizi avanzati come la terapia intensiva neonatale o la gestione delle emergenze ostetriche. Le case di maternità sono invece dedicate alle gravidanze fisiologiche e offrono un ambiente più intimo, con un’assistenza ostetrica continua e fortemente centrata sulla donna. Il parto a domicilio, infine, è un’opzione possibile in selezionati casi di basso rischio, sempre con la presenza di due ostetriche qualificate e nel rispetto di criteri rigorosi di sicurezza. “Non esiste un’unica modalità giusta per tutte le donne”, ricorda Silvia Vaccari, “ma esiste il percorso più appropriato per ciascuna, che deve essere individuato insieme ai professionisti della salute”.

I criteri per una scelta consapevole

La decisione sul punto nascita dovrebbe basarsi su informazioni chiare e verificabili. Tra gli elementi più rilevanti rientrano il volume di attività della struttura, con particolare attenzione ai centri che assistono un numero adeguato di parti ogni anno, e gli indicatori di esito come i tassi di taglio cesareo e di parti operativi. Ugualmente importante è comprendere l’approccio assistenziale della struttura: la promozione del contatto pelle a pelle immediato, il rooming-in, il sostegno all’allattamento e il rispetto del piano del parto rappresentano elementi qualificanti di un’assistenza centrata sulla donna.

Servizi, esperienza e continuità assistenziale

Accanto ai dati strutturali, la scelta passa anche dalla valutazione dei servizi disponibili: analgesia epidurale h24, possibilità di parto in acqua, libertà di movimento durante il travaglio e presenza di protocolli aggiornati per la gestione del neonato. La visita del punto nascita, la partecipazione agli open day e il confronto diretto con ostetriche e medici rappresentano strumenti fondamentali per costruire una scelta consapevole e ridurre l’ansia legata al parto. In questo percorso, la continuità dell’assistenza ostetrica gioca un ruolo determinante. Come sottolinea ancora Silvia Vaccari, “la presenza costante dell’ostetrica non è solo un elemento organizzativo, ma un fattore che incide direttamente sulla qualità dell’esperienza di nascita e sul benessere della donna e del bambino”.

Il neonato nei primi giorni: sicurezza e relazione

La nascita non si esaurisce nel parto, ma prosegue nei primi giorni di vita del neonato, in cui pratiche come il contatto pelle a pelle, il rooming-in e l’allattamento a richiesta favoriscono l’adattamento fisiologico e la costruzione del legame precoce. Il personale sanitario accompagna la madre nell’accudimento del neonato, monitorando il benessere della diade e intervenendo quando necessario. In presenza di disagio emotivo significativo, è importante attivare un supporto psicologico dedicato. Particolare attenzione va riservata alla sicurezza del neonato durante il rooming-in, soprattutto nei momenti di stanchezza materna. La corretta posizione del bambino, la pervietà delle vie aeree e la vigilanza sulla respirazione sono aspetti fondamentali che coinvolgono sia i professionisti sia i genitori.

Informazione, rete e responsabilità condivisa

Scegliere dove partorire significa anche entrare in una rete di cura che deve essere trasparente, accessibile e orientata alla persona. L’informazione, in questo senso, è parte integrante della sicurezza. “La salute materna e neonatale si costruisce prima del parto – afferma Silvia Vaccari – attraverso la qualità dell’informazione, la relazione con i professionisti e la capacità dei servizi di accompagnare ogni donna in un percorso realmente appropriato e condiviso”. In occasione della Settimana della salute della donna, questo messaggio assume un valore ancora più forte: rendere le donne protagoniste consapevoli delle proprie scelte significa investire concretamente sulla salute delle madri e dei bambini, oggi e nel futuro.

22 Aprile 2026

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