Ddl Concorrenza. Leopardi (Utifar): “I Capitali rispettino l’attuale identità delle farmacie”

Ddl Concorrenza. Leopardi (Utifar): “I Capitali rispettino l’attuale identità delle farmacie”

Ddl Concorrenza. Leopardi (Utifar): “I Capitali rispettino l’attuale identità delle farmacie”
L’auspicio del presidente dell’Unione tecnica italiana farmacisti è che la liberalizzazione prodotta dal Ddl rappresenti “un nuovo slancio alla professione, una nuova energia finalizzata ad un servizio migliore al cittadino. Tutto ciò, chiaramente, nell’ottica della sostenibilità economica delle farmacie, ma senza l’obiettivo del profitto a tutti i costi”.

Il testo del disegno di legge Concorrenza uscito dalla Camera dei Deputati ha ottenuto la fiducia da parte del Senato. Dopo un lunghissimo percorso parlamentare, il capitale entra a tutti gli effetti nella proprietà delle farmacie italiane che, fino ad oggi, potevano essere gestite solo da farmacisti, a livello individuale o in società tra loro. Per l’Utifar, Unione tecnica italiana farmacisti, “di certo, si tratta di una svolta storica, alla quale il settore ha avuto il tempo per prepararsi. L’incognita rimane il comportamento dei capitali. Come entreranno nel settore? Quale impronta daranno alle farmacie? Quanto vorranno investire in questo canale?”.

Eugenio Leopardi, presidente di Utifar, auspica che i gruppi economici che decideranno di investire nelle farmacie lo facciano tutelando la professionalità che i singoli farmacisti hanno garantito nel tempo a vantaggio del cittadino. “Spero che i capitali vorranno tutelare la farmacia e rispettare la sua attuale identità. Staremo a vedere come evolverà la situazione – aggiunge Leopardi – ma credo che nessuno vorrà stravolgere un sistema cha funziona e garantisce, pur in questo periodo di estrema difficoltà economica per le farmacie, un supporto di vitale importanza per il cittadino”.

Ora che l’ingresso dei capitali nella proprietà delle farmacie è una realtà, Leopardi auspica che questa liberalizzazione rappresenti “un nuovo slancio alla professione, una nuova energia finalizzata ad un servizio migliore al cittadino. Tutto ciò, chiaramente, nell’ottica della sostenibilità economica delle farmacie, ma senza l’obiettivo del profitto a tutti i costi”.

Per l’Utifar “forse proprio questo delicato equilibrio tra imprenditoria e professione ha rappresentato la vera anima della farmacia italiana per decenni”.

L’Unione tecnica italiana farmacisti fa sapere, quindi, di essersi già messa al lavoro “affinché l’ingresso dei capitali possa rafforzare quell’equilibrio tra sostenibilità economica e professione che ha reso la farmacia italiana così efficiente e apprezzata agli occhi del cittadino”.

02 Agosto 2017

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