Ddl prestazioni sanitarie. Fimmg chiede pieno utilizzo risorse, valorizzazione diagnostica e regole chiare per digitalizzazione

Ddl prestazioni sanitarie. Fimmg chiede pieno utilizzo risorse, valorizzazione diagnostica e regole chiare per digitalizzazione

Ddl prestazioni sanitarie. Fimmg chiede pieno utilizzo risorse, valorizzazione diagnostica e regole chiare per digitalizzazione
Fimmg ha espresso un sostanziale apprezzamento per il testo, in particolare per l’apertura alla diagnostica di primo livello negli studi dei medici e l’introduzione di strumenti di telemedicina. Tuttavia ha denunciato il mancato utilizzo delle risorse già stanziate nel 2020, ha chiesto maggiore regolamentazione per l'accesso digitale agli appuntamenti e ha espresso rammarico per la bocciatura dell’emendamento che avrebbe riconosciuto il carattere “specialistico” della formazione in Medicina Generale.

Un sostegno convinto, ma non privo di osservazioni critiche, quello espresso dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) nel corso della sua audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera sul disegno di legge C. 2365, volto a garantire l’erogazione delle prestazioni sanitarie e a riformare alcuni aspetti del sistema.

Più strumenti e diagnostica di primo livello negli studi dei medici di famiglia
La FIMMG accoglie con favore il riconoscimento normativo del ruolo strategico della medicina generale, in particolare attraverso l’articolo 1, comma 6, del provvedimento, che prevede l’attivazione della diagnostica di primo livello direttamente negli studi dei medici di famiglia. Questo permetterebbe, secondo il sindacato, una gestione più efficiente dei pazienti cronici e un alleggerimento del carico sulla specialistica ambulatoriale, grazie all’utilizzo di strumenti diagnostici senza dover ricorrere sempre a visite specialistiche.

Tuttavia, viene evidenziato come le risorse già previste nella Legge di Bilancio 2020 (art. 1, commi 449 e 450 della legge 160/2019) non siano ancora state concretamente impiegate dalle Regioni, con la conseguente paralisi di un’evoluzione già tecnicamente possibile da anni.

Telemedicina e digitalizzazione: opportunità da governare
Apprezzamento anche per il ricorso a telemedicina e teleconsulto (art. 1, comma 8), visti come strumenti essenziali per l’integrazione tra ospedale e territorio. Al centro resta la necessità di migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni e di rispondere in maniera più coerente ai bisogni di salute degli assistiti.

Il cuore tecnologico del DDL è rappresentato dall’articolo 10, che prevede uno stanziamento di tre milioni di euro per la digitalizzazione dei servizi della medicina generale e pediatrica, tra cui la gestione automatizzata degli appuntamenti e la televisita. La FIMMG accoglie positivamente questa apertura all’innovazione, ma mette in guardia contro l’uso disordinato degli strumenti digitali, che rischierebbe di ridurre l’equità nell’accesso alle cure se non mediato dal filtro dei microteam di studio.

Televisita per certificazioni di malattia: via libera atteso da tempo
Un ulteriore punto qualificante del disegno di legge è l’introduzione, all’articolo 13, della possibilità di rilasciare certificati di malattia tramite televisita. Una soluzione fortemente voluta dalla FIMMG sin dalla pandemia da COVID-19, che ora potrebbe finalmente trovare applicazione normativa. Si tratta di un’opzione che concilia tutela medico-legale e flessibilità organizzativa, in particolare per i casi clinici più lievi nelle fasi iniziali.

Delusione per lo stop alla “specializzazione” in Medicina Generale
Non manca un passaggio critico nella memoria depositata: la Federazione esprime “rammarico” per la bocciatura in Commissione Bilancio del Senato dell’emendamento che avrebbe trasformato il diploma di formazione “specifica” in Medicina Generale in un diploma di formazione “specialistica”. Una modifica che, pur senza costi aggiuntivi concreti, è stata respinta con la motivazione di un presunto aumento di spesa.

Secondo la FIMMG, si tratta di un segnale incoerente con il dibattito in corso sulla trasformazione della formazione in medicina generale in una vera scuola di specializzazione, e rischia di lasciare senza sbocchi un percorso di riforma strutturale già avviato.

Conclusione: una sfida da cogliere, ma servono azioni concrete
Nel complesso, la FIMMG si dichiara pronta a raccogliere la sfida dell’appropriatezza e della riduzione delle liste d’attesa, ribadendo però che per raggiungere questi obiettivi serve un vero coinvolgimento della medicina di famiglia, sostenuto da risorse, infrastrutture e una governance coerente.

Il messaggio alla politica è chiaro: non bastano buone intenzioni, serve ora dare piena attuazione alle misure previste, rendendo finalmente protagonisti i professionisti della medicina generale all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

21 Maggio 2025

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