Emergenze in ospedale. Siaarti: “Sistemi ancora non uniformi per riconoscere i pazienti che peggiorano”

Emergenze in ospedale. Siaarti: “Sistemi ancora non uniformi per riconoscere i pazienti che peggiorano”

Emergenze in ospedale. Siaarti: “Sistemi ancora non uniformi per riconoscere i pazienti che peggiorano”

Nella giornata conclusiva del Congresso SIAARTI di Medicina critica dell’emergenza, focus su riconoscimento precoce del deterioramento clinico, continuità tra ospedale e territorio, fattore umano e nuove tecnologie. 

Riconoscere tempestivamente che un paziente ricoverato sta peggiorando può fare la differenza. Sistemi e modelli organizzativi pensati per intercettare precocemente il deterioramento clinico, dagli early warning score ai Medical Emergency Team e ai Rapid Response System, sono già disponibili, ma negli ospedali italiani non vengono ancora applicati in modo uniforme.

È uno dei temi al centro della sessione che apre la giornata conclusiva del Congresso dell’Area Culturale Medicina critica dell’emergenza della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, in corso alla Città militare della Cecchignola di Roma.

“Dobbiamo essere in grado di riconoscere per tempo quando le condizioni di un paziente ricoverato cominciano a peggiorare, prima che si arrivi a un’emergenza conclamata”, afferma Elena Bignami, presidente SIAARTI.

Secondo Bignami, il punto critico resta la disomogeneità dei modelli organizzativi. “Ci sono ospedali dove un Medical Emergency Team interviene entro pochi minuti, e altri dove lo stesso paziente aspetta che il quadro clinico precipiti prima che qualcuno se ne accorga”.

L’ultima rilevazione nazionale disponibile, ricorda la presidente SIAARTI, condotta alcuni anni fa dal Policlinico di Milano – Università degli Studi di Milano, mostrava un Medical Emergency Team attivo in circa sei ospedali su dieci, con differenze marcate tra Nord e resto del Paese. “Da allora la sensibilità è cresciuta, ma la fotografia resta quella di un sistema disomogeneo”, sottolinea Bignami. “Non è una questione di strumenti, che esistono, ma di come vengono messi a terra ospedale per ospedale”.

Portare la terapia intensiva al letto del paziente

Per SIAARTI, il ruolo dell’anestesista-rianimatore non deve limitarsi al momento in cui il paziente arriva in terapia intensiva, ma deve estendersi anche alle fasi precedenti del deterioramento clinico.

“Dobbiamo portare la cultura della terapia intensiva al letto del paziente, prima che sia il paziente ad arrivare in terapia intensiva”, spiega Andrea Bruni, responsabile della Sezione SIAARTI Medicina critica e dell’emergenza intraospedaliera. L’obiettivo è rafforzare la capacità dell’ospedale di intercettare precocemente i segnali di peggioramento, attivare risposte tempestive e ridurre il rischio che l’emergenza venga riconosciuta solo quando il quadro clinico è già precipitato.

Continuità tra pre-ospedaliero e ospedale

La gestione del paziente critico comincia prima dell’arrivo in ospedale. Nella fase extraospedaliera, la valutazione della gravità, l’avvio dei trattamenti e la scelta del percorso più appropriato incidono direttamente sulla successiva presa in carico ospedaliera.

Una sessione del Congresso è dedicata proprio all’integrazione tra Centrale Operativa, 118, elisoccorso e strutture ospedaliere, con attenzione all’interoperabilità dei dati e alla centralizzazione del trauma.

“La sfida dei prossimi anni è favorire una crescita più omogenea dell’intero sistema dell’emergenza, superando frammentazioni organizzative e differenze nei modelli assistenziali e sviluppando percorsi multidisciplinari condivisi”, afferma Sara Borga, responsabile della Sezione SIAARTI Medicina critica e dell’emergenza extraospedaliera.

Per Borga, integrare Centrale Operativa dell’Emergenza Sanitaria Territoriale, soccorso territoriale, elisoccorso e strutture ospedaliere significa costruire “una vera continuità della Medicina critica dell’emergenza”.

Fattore umano e nuove tecnologie

La giornata conclusiva del Congresso allarga il confronto anche al fattore umano e alle nuove tecnologie. Nel 118, la capacità di decidere sotto pressione, la comunicazione tra professionisti e Centrale Operativa, la consapevolezza della situazione e il debriefing incidono sulla gestione dell’emergenza.

Sul fronte tecnologico, il Congresso affronta il collegamento tra pre e intraospedaliero, il triage, l’intelligenza artificiale nella formazione, la realtà aumentata nel volo sanitario e lo scambio dei dati tra Centrale Operativa e Pronto Soccorso.

“Abbiamo costruito il programma cercando di mettere in relazione aspetti che nella pratica clinica non possono essere separati: ciò che accade sul territorio, la risposta dell’ospedale, il fattore umano, l’organizzazione e gli strumenti tecnologici”, afferma Davide Colombo, responsabile dell’Area Culturale Medicina critica dell’emergenza di SIAARTI e responsabile scientifico del Congresso.

“Il paziente critico attraversa contesti diversi, ma il percorso di cura deve essere pensato nel suo insieme. È su questa capacità di collegare competenze, professionisti e organizzazioni che dobbiamo continuare a lavorare”.

Simulazioni, maxi-emergenze e scenari complessi

Il Congresso prevede anche attività pratiche dedicate a procedure e scenari difficili da riprodurre nella formazione quotidiana. Tra i temi affrontati ci sono la gestione del team, la simulazione di una maxi-emergenza e l’organizzazione sanitaria dei grandi eventi.

Tra le attività è stata prevista anche la possibilità di trascorrere una notte in un campo-tende, simulando le condizioni operative di una missione all’estero. La giornata affronta inoltre le emergenze neurologiche nel pre-ospedaliero, dallo stroke al coma traumatico, e prevede workshop dedicati alle emergenze ostetrico-ginecologiche e alla gestione dell’infezione e della sepsi.

“Rafforzare il ruolo dell’anestesista-rianimatore nella Medicina critica dell’emergenza sarà una priorità strategica della nostra Società anche nei prossimi anni”, conclude Giacomo Grasselli, vicepresidente SIAARTI e presidente eletto 2028-2030. SIAARTI, aggiunge, continuerà a investire nella formazione, nella ricerca e nella definizione di modelli operativi condivisi, valorizzando le competenze che l’anestesista-rianimatore può mettere a disposizione del paziente critico nei diversi contesti assistenziali.

25 Settembre 2026

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