Farmacia. Workshop Sifo e Escp a Palermo su gestione del paziente tra ospedale e territorio

Farmacia. Workshop Sifo e Escp a Palermo su gestione del paziente tra ospedale e territorio

Farmacia. Workshop Sifo e Escp a Palermo su gestione del paziente tra ospedale e territorio
Il focus dell'incontro sarà la ricerca di soluzioni terapeutiche per migliorare la sicurezza nelle fasi di transizione tra diversi ambienti, definita tecnicamente Toc (transiotion of care). L'obiettivo dei farmacisti italiani e europei è quello di seguire il paziente con un monitoraggio costante della terapia attraverso device da poter usare in casa.

Come si gestisce un paziente cronico con le sue terapie complesse nel suo passaggio tra ospedale e mura domestiche? Un malato di cancro che ha bisogno di cure costose e delicate nella loro somministrazione come può essere gestito ovunque si trovi? A questi importanti interrogaticvi si prova a rispondere con concretezza a Palermo nel workshop internazionale di Sifo e Escp. La Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie (Sifo) e l’European society of clinical pharmacy (Escp) hanno posto al centro del loro incontro in Italia, le problematiche cliniche che coinvolgono in prima persona i pazienti italiani ed europei, per trovare quelle soluzioni terapeutiche per migliorare la sicurezza nelle fasi di transizione tra diversi ambienti, definita tecnicamente Toc (transition of care).
 
 
Cos’è la Toc? “Sono quelle fasi di passaggio tra diversi ambienti di cura (ospedale-territorio, diversi reparti di un ospedale) nelle quali una carente comunicazione può esporre il paziente al rischio di errori di terapia – ha spiegato Piera Polidori, Direttore Scientifico della Sifo – Un periodo che definiamo di 'transizione' proprio perché non facilmente monitorabile e dove il lavoro di medici e farmacisti può essere compromesso da una cattiva aderenza alle terapie o dalla mancanza di informazioni importanti. Più semplicemente il paziente non avendo a disposizione uno staff ospedaliero che ad orari e con un controllo costante può somministragli i farmaci prescritti, si trova ad assumerne una terapia non appropriata o a non assumerla con conseguenti rischi di fallimento degli obiettivi terapeutici o di esposizione ad effetti indesiderati con seri danni alla salute".
 
L’obiettivo dei farmacisti ospedalieri, italiani ed europei è infatti quella di promuovere ed effettuare la "riconciliazione”, cioè riuscire a seguire il paziente, ovunque si trovi, con un monitoraggio costante della terapia, attraverso device da poter usare in casa e sviluppando dei protocolli terapeutici e dei controlli specifici al fine di realizzare una barriera efficace contro errori causati da una comunicazione e/o informazione inefficace in queste fasi di transizione tra casa ed ospedale e viceversa e in tutte le fasi della terapia.
 
“I servizi sanitari europei devono garantire un buon livello di assistenza sanitaria, ma soprattutto la qualità delle cure mediche fornite attraverso: accessibilità, adeguatezza delle cure, competenza degli operatori, continuità ed efficacia – ha spiegato Siska Desplenter, Presidente Escp -. Ciò diventa possibile se vi è un confronto tra le diverse esperienze dei paesi europei e introducendo lì dove servono, dei cambiamenti negli standard terapeutici e sulla verifica dei risultati degli stessi. Un processo lungo e laborioso ma necessario a che il sistema sanitario europeo sia una realtà per tutti".
 
“Crediamo – ha concluso Polidori  – che i pazienti meritino giustamente la migliore qualità e sicurezza possibile delle cure dal loro servizio sanitario e tutti noi abbiamo la responsabilità di lavorare insieme per assicurare che le cure dei pazienti siano sempre le migliori possibili”. 

23 Maggio 2014

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