Farmacie come presidi di prossimità contro la violenza sulle donne. Margiotta (Farmaciste Insieme): “Dietro il banco la prima cura è esserci”

Farmacie come presidi di prossimità contro la violenza sulle donne. Margiotta (Farmaciste Insieme): “Dietro il banco la prima cura è esserci”

Farmacie come presidi di prossimità contro la violenza sulle donne. Margiotta (Farmaciste Insieme): “Dietro il banco la prima cura è esserci”
Al convegno organizzato dal Csm, la presidente di Farmaciste Insieme ha ricordato il ruolo strategico delle farmacie come luoghi sicuri e di primo ascolto per le donne che subiscono violenza. Dal Progetto Mimosa alla rete territoriale, fino alla formazione continua dei professionisti: la farmacia diventa presidio di accoglienza, prevenzione e orientamento.

“Dietro un banco di farmacia impari che la prima cura è esserci. Guardare negli occhi, ascoltare senza giudicare, trasmettere sicurezza: sono i gesti quotidiani che possono fare la differenza, dire con semplicità ‘qui sei al sicuro’”

Questo il messaggio lanciato da Angela Margiotta, farmacista e presidente di Farmaciste Insieme – intervenuta nei giorni scorsi al convegno “Dall’educazione alla prevenzione: le situazioni a confronto per un efficace contrasto alla violenza sulle donne”, promosso dal Consiglio Superiore della Magistratura – che chiede di stabilizzare protocolli condivisi, formazione congiunta e canali diretti tra tutte le professionalità e le istituzioni. Perché “la rete funziona se ogni nodo è responsabilizzato e connesso”.

Fondata nel 2011, l’associazione ha posto al centro della propria missione la creazione di farmacie come spazi sicuri, in cui professionalità e ascolto convivono. Da questa visione è nato il Progetto Mimosa, che ha trasformato i punti vendita in luoghi di primo ascolto, distribuendo milioni di volantini, diffondendo il numero 1522 e promuovendo l’app per segnalazioni sicure e geolocalizzate.

L’approccio si fonda su una rete di prossimità che va oltre la mera vicinanza geografica. Le 19.000 farmacie italiane e i loro 100.000 professionisti rappresentano una risorsa capillare per intercettare bisogni nascosti, aprire canali di dialogo e collegare le donne ai servizi territoriali.

Prevenzione, counseling e formazione La farmacia dei servizi oggi, ha ricordato, non si limita alla dispensazione dei farmaci, ma integra prevenzione, counseling, educazione sanitaria e collaborazione con medici, specialisti, consultori e centri antiviolenza. Un lavoro che poggia sulla costruzione di fiducia e sull’alfabetizzazione alla salute.

Centrale è anche la formazione continua: “Essere farmacisti significa aggiornarsi costantemente per rispondere ai bisogni del cittadino – ha sottolineato Margiotta – e sul tema della violenza di genere questo impegno diventa ancora più importante”. Non basta l’accoglienza empatica: occorre acquisire strumenti per riconoscere segnali nascosti, attivare la rete dei servizi e garantire percorsi sicuri.

Un lavoro di rete Il messaggio finale è chiaro: contrastare la violenza sulle donne richiede un’alleanza tra farmacie, servizi sanitari e istituzioni. Solo grazie a un know-how condiviso e a un lavoro di squadra è possibile raggiungere l’obiettivo prioritario: mettere in sicurezza le donne e offrire loro un punto di riferimento concreto e immediatamente accessibile.

22 Settembre 2025

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