Farmacie. Gullotta (Fnpi): “Loro fallimento non è causato da parafarmacie. Ereditarietà non è stimolo a migliorarsi”

Farmacie. Gullotta (Fnpi): “Loro fallimento non è causato da parafarmacie. Ereditarietà non è stimolo a migliorarsi”

Farmacie. Gullotta (Fnpi): “Loro fallimento non è causato da parafarmacie. Ereditarietà non è stimolo a migliorarsi”
Così il presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane commenta l'articolo sui crac delle farmacie, pubblicato di recente sulle pagine del quotidiano Il Giornale. Gullotta punta il dito sul sistema di accesso alla professione "antimeritocratico e legato al censo e al diritto di nascita", che ha creato una categoria di titolari di farmacia, "nella maggior parte dei casi, arroccati nella cieca difesa dei propri privilegi".

"Se le Farmacie falliscono non è sicuramente a causa delle parafarmacie". È quanto dichiara il presidente della Federazione Nazionale Parafarmacie italiane, Davide Gullotta, commentando un articolo sui crac delle farmacie, pubblicato di recente sulle pagine del quotidiano Il Giornale.

"Periodicamente arrivano dalla categoria dei titolari di Farmacia, la seconda più ricca d'italia per dichiarazione dei redditi, lacrime di coccodrillo sui fallimenti in cui sono coinvolti i propri esercizi – spiega Gullotta -. Sgombriamo subito in dubbio: le cause dei crac in questione non sono di certo attribuibili alle parafarmacie. Dati IMS infatti certificano che le Parafarmacie hanno eroso alle farmacie una quota di mercato bassissima".

La Fnpi ribadisce infatti che ad oggi possono essere venduti in parafarmacia solamente il 10 per cento del totale dei farmaci e di questo 10% – il 90% – continua a passare attraverso il canale delle farmacie. "Il collega Alberto Ambreck ha ragione ad affermare che falliscono quelle farmacie che non hanno saputo innovare – aggiunge Gullotta – ma dovrebbe aggiungere che in un sistema dove l'accesso alla professione del farmacista è dettato dall'ereditarietà non vi è mai stato uno stimolo a migliorasi: quello che non si dice infatti quando si parla di farmacie è che le regole per accedervi non sono su base meritocratica, ma bensì basate su un passaggio di mano tra nonno, padre e figlio".

La disamina della Fnpi dunque punta il dito su di un sistema di accesso alla professione antimeritocratico e legato al censo e al diritto di nascita, che ha ovviamente creato una categoria di titolari di Farmacia, nella maggior parte dei casi, arroccati nella cieca difesa dei propri privilegi. "Senza dimenticare , infine – conclude Gullotta – che nei tempi delle 'Prescrizioni allegre' si potevano prendere soldi dal cassetto della farmacia senza guardare troppo ai conti: oggi i tempi sono cambiati, vi è più attenzione alla spesa sanitaria, non vi sono più gli sprechi assurdi di una volta e tuttavia la Farmacia rimane un'attività estremamente redditizia, i dati economici e fiscali lo confermano senza dubbio alcuno". 

02 Maggio 2017

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