Farmacie. Tar Brescia: “Sì a orari e turni liberi”

Farmacie. Tar Brescia: “Sì a orari e turni liberi”

Farmacie. Tar Brescia: “Sì a orari e turni liberi”
Per i giudici amministrativi lombardi i limiti non sono invalicabili ma servono a garantire il “servizio minimo” ai cittadini. E inoltre libertà di orario e turni “non sono incompatibili con più elevati livelli di concorrenza nella vendita al dettaglio dei farmaci”. Il testo della sentenza

Non vi è dubbio che tra le tante novità dei vari decreti leggi e dei futuri disegni di legge (o decreti legge anch’essi) in materia di farmacie, quella che liberalizza orari e turni rappresenta una delle più discusse.
I farmacisti chiedono chiarezza, combattuti tra la possibilità di maggiori entrate grazie al prolungamento degli orari e la riduzione (azzeramento) delle ferie e le preoccupazioni che detta “deregulation” incontrollata possa far vacillare un sistema di servizio farmaceutico sinora sicuramente efficace e capillare.

Un’ultima sentenza del Tribunale Amministrativo di Brescia n. 787 dell’8 maggio 2012, prendendo spunto dall’iniziativa giudiziale di una farmacista del 2010, ha espresso le proprie motivazioni in favore del richiesto prolungamento degli orari e quindi della liberalizzazione degli stessi.
Rievocando il percorso della normativa in parola e richiamando anche le iniziative dell’ Autority competente, la decisione pare non lasciare dubbi sulla possibilità di liberalizzare gli orari ed i turni delle farmacie.
Nello specifico la sentenza fa riferimento all’attività dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che, da anni, evidenzia che nella regolamentazione dell'attività delle farmacie occorre introdurre un maggiore livello di concorrenza (compresa la possibilità di differenziare le strategie commerciali, a partire dagli orari di apertura).

La finalità del nuovo approccio, afferma AGCM e recita la sentenza, è quello di favorire in primo luogo i consumatori, sotto forma di competizione sui prezzi e sulla varietà dei servizi accessori, ma anche di rafforzare la struttura imprenditoriale delle farmacie: queste ultime infatti in seguito all'ingresso sul mercato delle parafarmacie di cui all'art. 5 del DL 4 luglio 2006 n. 223 devono potersi difendere ad armi pari disponendo di maggiore flessibilità nel posizionamento della propria offerta per intercettare ogni segmento di clientela potenziale.
La sentenza, in sintesi , afferma condividendo l’assunto dell’ AGCM che, la tutela della salute dei cittadini non è incompatibile con più elevati livelli di concorrenza nella vendita al dettaglio dei farmaci, il che dovrebbe condurre a considerare gli orari di apertura non come un limite invalicabile ma piuttosto come il servizio minimo da garantire ai cittadini.

Gli auspici dell'AGCM sulla piena liberalizzazione degli orari e dello svolgimento del servizio in ogni settore commerciale hanno trovato concretizzazione in alcuni recenti interventi legislativi (v. art. 3 commi 7 e 8 del DL 13 agosto 2011 n. 138; art. 3 c.1 lett. d-bis del DL 223/2006, come modificato dall'art. 31 del DL 6 dicembre 2011 n. 201; art. 1 commi 1 e 2 del DL 24 gennaio 2012 n. 1).
Sono ora ammissibili, secondo la decisione del TAR lombardo, soltanto limitazioni proporzionate a specifiche finalità pubbliche, il che evidentemente non consente di ritenere esclusa dal nuovo regime l'intera attività di vendita al dettaglio dei farmaci per il solo fatto che sussiste un collegamento con la tutela della salute (le deroghe alla liberalizzazione devono essere direttamente funzionali a garantire ciascuna un aspetto dell'interesse pubblico).
In conclusione una decisione che pare far chiarezza sulla vicenda ma che in realtà ancora cozza con le limitazioni dettate dalle varie e specifiche leggi regionali.

Avv. Paolo Leopardi

Paolo Leopardi

08 Giugno 2012

© Riproduzione riservata

Medici di famiglia e pediatri. Arriva il decreto per sbloccare i 235,8 milioni destinati alle apparecchiature diagnostiche di primo livello: fino al 50% delle risorse alle Case della Comunità
Medici di famiglia e pediatri. Arriva il decreto per sbloccare i 235,8 milioni destinati alle apparecchiature diagnostiche di primo livello: fino al 50% delle risorse alle Case della Comunità

È stato approvato in Conferenza Stato-Regioni schema di decreto del Ministero della Salute che disciplina l'impiego dei 235,834 milioni di euro destinati all'acquisto di apparecchiature sanitarie per i medici di...

Contratto Medici e Dirigenti sanitari 2025-2027. Fp Cgil: “Può essere un buon contratto. Al lavoro per aumenti adeguati e norme innovative”
Contratto Medici e Dirigenti sanitari 2025-2027. Fp Cgil: “Può essere un buon contratto. Al lavoro per aumenti adeguati e norme innovative”

Prosegue il confronto all'Aran per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale dell'Area Sanità 2025-2027, che interessa circa 132 mila dirigenti medici, veterinari e sanitari. Al termine dell'ultimo incontro, la Fp...

Contratto dirigenti medici e sanitari 2025-2027. Anaao: “Senza chiarimenti sulle risorse per l’indennità di specificità si ferma il confronto sulla parte economica”
Contratto dirigenti medici e sanitari 2025-2027. Anaao: “Senza chiarimenti sulle risorse per l’indennità di specificità si ferma il confronto sulla parte economica”

Si complica il percorso verso il rinnovo del contratto della dirigenza medica e sanitaria 2025-2027. Al termine dell'incontro con l'Aran, il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, ha spiegato...

Contratto dirigenti medici e sanitari. Cimo-Fesmed lascia il tavolo: “Mancano 55,5 milioni per la specificità. Proposta da rivedere”
Contratto dirigenti medici e sanitari. Cimo-Fesmed lascia il tavolo: “Mancano 55,5 milioni per la specificità. Proposta da rivedere”

La Federazione Cimo-Fesmed ha deciso di abbandonare il tavolo di trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro della dirigenza medica e sanitaria, denunciando una "palese incongruenza" tra...