Federfarma. Apertura a farmacie di capitali e ampliamento Consiglio Presidenza. La bozza del nuovo Statuto del sindacato dei titolari

Federfarma. Apertura a farmacie di capitali e ampliamento Consiglio Presidenza. La bozza del nuovo Statuto del sindacato dei titolari

Federfarma. Apertura a farmacie di capitali e ampliamento Consiglio Presidenza. La bozza del nuovo Statuto del sindacato dei titolari
La proposta di riforma comincerà a essere discussa nell’Assemblea nazionale in programma a dicembre. Nella bozza si “riconosce un voto alle società che gestiscono fino a cinque farmacie, due voti a quelle che ne gestiscono fino a dieci e avanti di seguito per multipli di cinque, secondo un conteggio che andrà ripetuto in ogni provincia dove hanno sede le farmacie della società”. LA BOZZA

“Come preannunciato nell’assemblea del 18 ottobre, Federfarma ha inviato ieri a tutte le associazioni territoriali del sindacato un prospetto con le proposte di modifica dello Statuto federale predisposte dalla commissione di lavoro e aggiornate dal Consiglio di presidenza con il contributo del costituzionalista Massimo Luciani”. Così si legge sul sito di Federfarma che fa anche una sintesi delle novità
 
“La bozza – si legge – , redatta in ottemperanza al mandato formulato dall’Assemblea nazionale della Federazione nella seduta del 3 marzo 2015, disegna una riforma statutaria imperniata su quattro principi cardinali: apertura del sindacato alle farmacie gestite in forma di società di capitale, tramite una rappresentatività “pesata”; allargamento della collegialità decisionale tramite l’ampliamento del Consiglio di presidenza a rappresentanti di tutte le Regioni e Province autonome; trasformazione del Consiglio delle regioni in un Consiglio delle commissioni permanenti con funzioni consultive, di studio, di istruzione e approfondimento tecnico delle problematiche della categoria; mantenimento dell’articolazione organizzativa su base provinciale e regionale, a prescindere dall’eventuale abolizione delle province a seguito di un’eventuale vittoria del “sì” al referendum confermativo del 4 dicembre prossimo”.

“Per quanto concerne il Consiglio di presidenza – prosegue – , in particolare, la proposta di riforma prevede l’allargamento a 21 componenti, la cui nomina è affidata alle singole Unioni regionali e alle associazioni provinciali di Aosta, Bolzano e Trento (un rappresentante per organizzazione territoriale, scelto «tra i componenti del suo organo collegiale»). Del Consiglio, inoltre, devono fare parte almeno sei farmacisti rurali; in caso contrario, l’assemblea del Sunifar provvede all’integrazione nominando i delegati mancanti”.

“In materia di farmacie di capitale – si precisa – , invece, la proposta di riforma riconosce un voto alle società che gestiscono fino a cinque farmacie, due voti a quelle che ne gestiscono fino a dieci e avanti di seguito per multipli di cinque, secondo un conteggio che andrà ripetuto in ogni provincia dove hanno sede le farmacie della società. E a proposito di province, la bozza stabilisce che «in caso di istituzione di nuove province o soppressione di province esistenti, le associazioni provinciali mantengono gli ambiti territoriali di rappresentanza determinati dai confini geografici in essere al 31 dicembre 2012»”.

Per quanto concerne la rieleggibilità delle cariche apicali, infine, “la bozza dispone che le persone elette a Consiglio di presidenza, Presidenza nazionale, Giunta esecutiva, Presidenza del Sunifar, Collegio sindacale e Collegio dei probiviri «rimangono in carica per tre anni e sono rieleggibili alla stessa carica per un massimo di tre mandati consecutivi», senza nessuna variazione rispetto a quanto prevede l’attuale Statuto”.

La proposta di riforma comincerà a essere discussa nell’Assemblea nazionale in programma a dicembre; in vista dell’appuntamento, scrive Federfarma nella circolare, «le organizzazioni territoriali sono invitate a valutare con la doverosa attenzione il testo e far pervenire a questa Federazione eventuali suggerimenti, osservazioni e/o proposte»

27 Ottobre 2016

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