Giornata contro la violenza sui professionisti sanitari. Nursing Up: “Infermieri tra le categorie più colpite: +4% episodi nel 2025”

Giornata contro la violenza sui professionisti sanitari. Nursing Up: “Infermieri tra le categorie più colpite: +4% episodi nel 2025”

Giornata contro la violenza sui professionisti sanitari. Nursing Up: “Infermieri tra le categorie più colpite: +4% episodi nel 2025”

Oltre 130mila casi tra denunce e sommerso. “Emergenza sociale. La violenza non è più episodica e l’Italia è tra i Paesi europei con la più alta incidenza di aggressioni nelle corsie”, avverte il presidente De Palma. Psichiatria, pronto soccorso e 118 i contesti più colpiti. Chieste misure strutturali di prevenzione.

Gli infermieri rappresentano oggi la categoria più colpita dalle aggressioni nel sistema sanitario italiano e tra le più esposte alla violenza nell’intero mondo del lavoro. Nel 2025 gli episodi hanno superato quota 130mila casi l’anno, tra denunce e sommerso, con un aumento del 4% rispetto ai circa 125mila episodi registrati negli anni precedenti.

Il dato emerge da un’analisi del sindacato Nursing Up elaborata in occasione della Giornata contro la violenza sui professionisti sanitari sulla base dei dati Inail, della ricerca scientifica Cease-IT coordinata dall’Università di Genova e del confronto con i più recenti report regionali sulla sicurezza nelle strutture sanitarie.

Secondo le analisi citate dal sindacato, la sanità è il settore con la più alta incidenza di violenza occupazionale, arrivando a concentrare fino al 73% degli infortuni non mortali legati a episodi di aggressione sul lavoro. Studi pubblicati sulla rivista internazionale Healthcare indicano inoltre che il 76,6% degli episodi di violenza nelle strutture sanitarie coinvolge personale infermieristico.

Il confronto europeo evidenzia una criticità particolarmente marcata nel nostro Paese. L’incidenza delle aggressioni sugli infermieri in Italia supera il 27%, mentre in Francia si attesta attorno al 12%, in Germania tra 10% e 12%, nel Regno Unito intorno al 15% e nei Paesi Bassi circa al 7%.

“La violenza contro gli infermieri e tutti gli altri professionisti sanitari non è più episodica – afferma Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up –. I dati indicano una crescita costante del fenomeno e un’incidenza che nel nostro Paese è tra le più alte in Europa”.

Secondo il sindacato, le aggressioni colpiscono soprattutto i contesti più critici: reparti psichiatrici (circa 36% degli episodi), pronto soccorso (28%) e servizi di emergenza territoriale, in particolare il 118 (14%).

Sicurezza negli ospedali: norme insufficienti e tutele ancora deboli Secondo Nursing Up, nonostante l’approvazione della Legge 14 agosto 2020 n.113, che ha rafforzato le tutele penali contro le aggressioni al personale sanitario intervenendo anche sull’articolo 583-quater del codice penale, le misure adottate finora hanno inciso soprattutto sul piano repressivo e non sulla prevenzione.

Il sindacato evidenzia come in molte strutture la sicurezza venga spesso affidata a strumenti come pulsanti antipanico, braccialetti di allarme e sistemi di videosorveglianza, considerati insufficienti ad affrontare le cause strutturali della violenza nei reparti.

Restano inoltre aperti i nodi della tutela legale degli operatori sanitari – poiché la normativa non prevede l’obbligo per le aziende sanitarie di costituirsi parte civile nei processi per aggressione – e delle condizioni di lavoro nei turni notturni, quando gli infermieri operano spesso con organici ridotti e senza una presenza costante delle forze dell’ordine.

Troppo spesso gli infermieri sono abbandonati a se stessi, in particolare negli orari notturni, laddove viene a mancare la presenza di forze dell’ordine. A questo si aggiunge il limite operativo della vigilanza privata, che secondo il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Regio Decreto 773/1931) è finalizzata principalmente alla tutela dei beni e del patrimonio delle strutture e non può sostituire l’intervento delle forze di polizia nei contesti più critici.

“L’inasprimento delle pene è importante ma intervenire dopo l’aggressione, a violenza drammaticamente consumata, non sradica il triste fenomeno alla radice – osserva De Palma –. Il vero problema è impedire che questi episodi avvengano”.

Il Nursing Up chiede quindi misure strutturali per la sicurezza nei reparti, organici adeguati e una tutela legale più forte per il personale sanitario.

“Difendere gli infermieri significa difendere l’intero sistema sanitario – conclude De Palma –. Servono sicurezza reale nei reparti, organici adeguati e norme che tutelino davvero chi lavora ogni giorno per curare i cittadini”.

12 Marzo 2026

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