Giornata Sicurezza cure. La sede Fnomceo illuminata in arancione per ricordare i medici caduti durante l’epidemia di Covid-19

Giornata Sicurezza cure. La sede Fnomceo illuminata in arancione per ricordare i medici caduti durante l’epidemia di Covid-19

Giornata Sicurezza cure. La sede Fnomceo illuminata in arancione per ricordare i medici caduti durante l’epidemia di Covid-19
“La pandemia di Covid-19, in Italia, ha visto 31.515 operatori sanitari, l’11 per cento dei casi totali, contagiarsi, e ha visto morire 176 medici e odontoiatri, 40 infermieri, 16 farmacisti e 2 ostetriche. È a loro, al nostro Roberto Stella e agli altri colleghi che, dopo di lui, hanno perso la vita, che domani dedicheremo questa iniziativa". Così il presidente della Federazione Filippo Anelli.

La sede della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, sarà domani, 17 settembre, illuminata in arancione. È questa l’iniziativa scelta per celebrare la “Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della Persona assistita”, giunta alla sua seconda edizione.
 
“Quest’anno, con la pandemia di Covid-19, la Giornata assume un significato particolare – commenta il Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli -. La sicurezza delle cure non può infatti prescindere dalla sicurezza degli operatori, che è un diritto dei lavoratori ed è presupposto essenziale di un altro diritto, quello fondamentale e costituzionalmente sancito, alla tutela della salute”.
 
“Troppo spesso, in passato, tale diritto è stato considerato, dai decisori, dalle aziende, quasi alla stregua di una concessione – constata -. La pandemia di Covid-19, in Italia, ha visto 31.515 operatori sanitari, l’11 per cento dei casi totali, contagiarsi, e ha visto morire 176 medici e odontoiatri, 40 infermieri – dei quali quattro suicidi – 16 farmacisti, 2 ostetriche. Ha dunque puntato impietosamente il dito verso una situazione di mancata sicurezza, che non nasceva in quel momento, ma era frutto di anni di tagli, definanziamenti, mancati investimenti sulla sanità. Ha puntato il dito verso un contesto in cui, almeno all’inizio, gli operatori sono stati mandati a combattere il virus “a mani nude”, senza gli adeguati dispositivi di protezione individuale”.
 
“È a loro, al nostro Roberto Stella e agli altri colleghi che, dopo di lui, hanno perso la vita, che domani dedicheremo questa iniziativa – conclude -. La nostra sede sarà ‘vestita’ di luce e di colore, perché la sicurezza, dei pazienti, degli operatori, delle cure, sia un diritto assodato e non debba essere, mai più, una concessione”.
 
La "Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita" è promossa dal Ministero della Salute, dalla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, dall’Istituto superiore di sanità (Iss), dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).
 
Nata per sottolineare che la sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute, come previsto nell'art.1 della Legge 24 del 2017, la Giornata è stata ufficialmente indetta nel nostro Paese con direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 aprile 2019, su proposta del Ministro della Salute e in accordo con la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, aderendo alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
 
La data, il 17 settembre di ogni anno, coincide, infatti, con la Giornata mondiale della sicurezza dei pazienti (World Patient Safety Day), promossa a livello internazionale dall'Oms e anch’essa alla prima edizione nel 2019, che prevede la realizzazione di iniziative di sensibilizzazione e la simbolica illuminazione in colore arancione di monumenti nazionali dei singoli Paesi aderenti (fonte: Ministero della Salute).

16 Settembre 2020

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