Il contratto non si firma al ribasso. Il cambiamento si costruisce, non si promette

Il contratto non si firma al ribasso. Il cambiamento si costruisce, non si promette

Il contratto non si firma al ribasso. Il cambiamento si costruisce, non si promette
Il contratto non è una firma da incassare, ma uno strumento per migliorare concretamente la vita delle lavoratrici e dei lavoratori. In questi mesi la UIL FPL ha fatto ciò che un sindacato serio deve fare: ha scioperato, manifestato, portato proposte concrete, contribuendo in modo decisivo a riaprire il dibattito pubblico sulla necessità di investire nel sistema sanitario nazionale

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Trasparenza, onestà e determinazione. Sono questi i valori che identificano la UIL FPL, un sindacato libero, riformista e progressista, che ha scelto la strada più giusta, quella della coerenza e della responsabilità. Non accettiamo contratti al ribasso, firmati senza un reale e partecipato confronto. Per noi il tavolo negoziale non è un passaggio formale, ma uno spazio di visione, di proposta e di conquista. Il contratto non è una firma da incassare, ma uno strumento per migliorare concretamente la vita delle lavoratrici e dei lavoratori.

In questi mesi la UIL FPL ha fatto ciò che un sindacato serio deve fare: ha scioperato, manifestato, portato proposte concrete, contribuendo in modo decisivo a riaprire il dibattito pubblico sulla necessità di investire nel sistema sanitario nazionale. Mentre alcuni sindacati (CISL FP, FIALS e NURSIND) si preparavano a firmare qualsiasi testo, pur di non disturbare l’ordine delle cose, noi eravamo in piazza, a novembre 2024, a chiedere al Governo di cambiare la manovra e prevedere maggiori risorse per il rinnovo contrattuale.

Nel dibattito recente si è assistito alla diffusione di cifre generiche e promesse gonfiate. La UIL FPL ha scelto la strada della trasparenza, con un’operazione verità basata su simulazioni reali di buste paga. I numeri parlano chiaro: al netto delle tasse e dell’assorbimento dell’indennità di vacanza contrattuale, l’aumento proposto del 5,78% lordo si sarebbe tradotto in appena 40 euro netti al mese per i professionisti della sanità. Una cifra irrisoria, soprattutto se confrontata con una perdita del potere d’acquisto pari al 17% nel triennio 2022-2024 e con un’inflazione in crescita che continua ad erodere gli stipendi.
La proposta di rinnovo contrattuale, per come si presenta oggi, è non solo inadeguata dal punto di vista economico, ma anche carente sotto il profilo normativo e giuridico. Gli incrementi delle indennità sono del tutto insufficienti, non sono previsti arretrati per il 2022 e il 2023, il valore del buono pasto non è stato aggiornato e il ricorso strutturale a straordinari e prestazioni aggiuntive resta una stortura inaccettabile. Non si riducono i carichi di lavoro, viene introdotto il profilo dell’assistente infermiere solo per ridurre i costi del personale senza valorizzare quello esistente, mentre i turnisti continuano a essere penalizzati dall’orario convenzionale che genera debiti orari comunque da recuperare. Nessuna reale apertura è stata concessa sulla formazione come orario di lavoro né sul passaggio all’area dell’elevata qualificazione per tutti i professionisti.

Ciononostante, ci sono organizzazioni sindacali pronte a firmare questo contratto senza esitazioni, accettando condizioni che sviliscono il lavoro e le competenze degli infermieri, degli OSS, dei tecnici e del personale amministrativo. Le stesse organizzazioni accusano oggi la UIL FPL di voler bloccare la trattativa o di alimentare lo scontro. Ma la verità è che il vero ostacolo alla firma è la mancanza di risposte dignitose. La UIL FPL non si è mai sottratta al confronto e ha avanzato proposte concrete per sbloccare lo stallo: anticipare le risorse disponibili del triennio 2025-2027 per il rinnovo 2022-2024, detassare gli aumenti contrattuali, superare i limiti alla contrattazione decentrata che rende di fatto inesigibili molti istituti contrattuali. È su questi punti che si misura la volontà di cambiare realmente. La storia, infatti, ci insegna che nulla è stato mai ottenuto restando dentro i limiti imposti.

Durante la pandemia e nelle fasi più difficili della crisi economica, le lavoratrici e i lavoratori hanno accettato sacrifici straordinari. Ma quel modello non può diventare la norma. L’adattamento al ribasso non può più essere accettato. Oggi serve coraggio per rimettere al centro la dignità del lavoro pubblico, il riconoscimento economico e la giustizia contrattuale. Il sindacato non è un soggetto che si adatta, ma una forza che trasforma e in virtù di ciò la UIL FPL non si piega, non si accontenta e non firma tanto per chiudere una tornata contrattuale ma lotta per aprire nuove prospettive. Non si limita a interpretare la realtà. Il cambiamento non si racconta, si pratica.
Basta lavoratori di serie B.

INFORMATIVA PUBBLICITARIA

11 Aprile 2025

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