Inail. Salgono a 43.399 i contagi Covid denunciati. Il 72,8% nel settore socio-sanitario. I più colpiti gli infermieri e gli Oss

Inail. Salgono a 43.399 i contagi Covid denunciati. Il 72,8% nel settore socio-sanitario. I più colpiti gli infermieri e gli Oss

Inail. Salgono a 43.399 i contagi Covid denunciati. Il 72,8% nel settore socio-sanitario. I più colpiti gli infermieri e gli Oss
Il terzo report elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto registra alla data del 15 maggio un aumento di circa seimila contagi sul lavoro rispetto alla rilevazione del 4 maggio. I casi mortali sono 171 (+42) e circa la metà riguarda il personale sanitario e socio-assistenziale. IL RAPPORTO.

I contagi da nuovo Coronavirus di origine professionale denunciati all’Inail tra la fine di febbraio e il 15 maggio sono 43.399, circa seimila in più rispetto ai 37.352 della rilevazione del 4 maggio. Ricordiamo che dal conto sono esclusi i sanitari non assicurati con Inail (mmg, liberi professionisti, farmacisti).
 
I casi di infezione con esito mortale registrati nello stesso periodo sono 171, 42 in più rispetto al monitoraggio precedente, e circa la metà riguarda il personale sanitario e socio-assistenziale, con i tecnici della salute e i medici al primo posto tra le categorie più colpite.
 
Nove decessi su 10 tra i lavoratori con più di 50 anni. Come evidenziato dal terzo report sui contagi sul lavoro da Covid-19 elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, con la collaborazione della Direzione centrale organizzazione digitale, l’età media dei lavoratori che hanno contratto il virus è di 47 anni per entrambi i sessi, ma sale a 59 anni (58 per le donne e 59 per gli uomini) per i casi mortali.
 
L’analisi per professione dell’infortunato evidenzia come circa la metà dei decessi riguardi personale sanitario e socio-assistenziale. Nel dettaglio, le categorie dei tecnici della salute (il 70% sono infermieri) e dei medici sono quelle più colpite dai decessi, con il 15,5% dei casi codificati per entrambe, seguite da quelle degli operatori socio-sanitari (10,7%), dagli impiegati amministrativi con l’8,3% e degli operatori socio-assistenziali (6,0%).
 
Nove decessi su 10, in particolare, sono concentrati nelle fasce di età 50-64 anni (70,8%) e over 64 anni (19,3%). Il 71,7% dei lavoratori contagiati sono donne e il 28,3% uomini, ma il rapporto tra i generi si inverte nei casi mortali. I decessi degli uomini, infatti, sono pari all’82,5% del totale.
 
Il 72,8% delle denunce nel settore della Sanità e assistenza sociale. L’analisi territoriale conferma il primato negativo del Nord-Ovest, con oltre la metà delle denunce complessive (55,2%) e il 57,9% dei casi mortali. Tra le regioni, invece, più di un’infezione di origine professionale su tre (34,9%) e il 43,9% dei decessi sono avvenuti in Lombardia.
 
Rispetto alle attività produttive, il settore della Sanità e assistenza sociale, che comprende ospedali, case di cura e case di riposo, registra il 72,8% delle denunce (e il 32,3% dei casi mortali), seguito con il 9,2% dall’amministrazione pubblica, con le attività degli organi legislativi ed esecutivi centrali e locali.
 
L’analisi per professione dell’infortunato evidenzia la categoria dei tecnici della salute come quella più coinvolta da contagi, con il 42,0% delle denunce (più di tre casi su quattro sono donne) pari a 18.227 denuce, oltre l’84% delle quali relative a infermieri (15.311 denunce). Seguono gli operatori socio-sanitari con il 21,6% (l’81,5% sono donne) per un totale di 9.374 denunce, i medici con l’11,4% per un totale di 4.947 denunce, gli operatori socio-assistenziali con il 7,8% e il personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione (ausiliario, portantino, barelliere, bidello) con il 4,7%.

22 Maggio 2020

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