Inchiesta QS/4. Un’Italia senza medici? Luigi D’Elia (Fiaso): “Via il blocco delle assunzioni in chirurgia”

Inchiesta QS/4. Un’Italia senza medici? Luigi D’Elia (Fiaso): “Via il blocco delle assunzioni in chirurgia”

Inchiesta QS/4. Un’Italia senza medici? Luigi D’Elia (Fiaso): “Via il blocco delle assunzioni in chirurgia”
La carenza di medici non è l’unico allarme legato alle figure professionali del Ssn. Il vicepresidente vicario della Fiaso, Luigi D’Elia, interviene sull’inchiesta di Quotidiano Sanità per sottolineare la necessità di rilanciare le specialità chirurgiche e quelle manageriali, aumentando anche il numero di farmacisti pubblici.

Il vicepresidente vicario della Fiaso, Luigi D’Elia, interviene nell’inchiesta che Quotidiano Sanità sta realizzando tra i presidi di Medicina sull’allarme per la carenza di camici bianchi nel prossimi futuro.

"Il Piano sanitario nazionale 2011-2013 compie una ricognizione puntuale sul calo delle immatricolazioni in medicina e chirurgia arrivando a prevedere una carenza di 22mila medici nel 2018. Manca tuttavia una visione globale del problema che tocca anche altre figure professionali che pure concorrono in misura determinante al buon funzionamento del nostro Servizio sanitario nazionale. Mi riferisco in particolare alla carenza di personale addetto alla gestione, figure professionali che è impensabile poter sostituire con professionalità mediche nel modello di governo clinico. A rischio è anche la funzionalità dei nostri servizi farmaceutici, dove già incide negativamente la carenza di farmacisti pubblici che hanno alle spalle una formazione diversa da quella di stampo più commerciale dei farmacisti che operano nelle farmacie private.
Tornando all’allarme medici non posso invece che concordare con quanto già illustrato dal Professor Rocco Bellantone, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica: il problema non va generalizzato ma occorre focalizzare l’attenzione su figure professionali specifiche, in particolare sulla chirurgia dove la carenza è effettivamente reale. Poiché un chirurgo non si forma dall’oggi al domani ma serve l’esperienza maturata sul campo, al di là di quella acquisita nelle scuole di specializzazione, occorre più che mai eliminare il blocco delle assunzioni per le specialità chirurgiche. Altrimenti –e questo si è un rischio reale- non avremo un ricambio generazionale e i nostri dipartimenti di chirurgia rimarranno senza una guida".

Luigi D’Elia
Vice Presidente Vicario Fiaso

 
 
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21 Ottobre 2010

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