Infermieri Cgil contro chi sciopera il 23 : “No al corporativismo e a chi vuole dividere la categoria”

Infermieri Cgil contro chi sciopera il 23 : “No al corporativismo e a chi vuole dividere la categoria”

Infermieri Cgil contro chi sciopera il 23 : “No al corporativismo e a chi vuole dividere la categoria”
“Noi siamo certi che i contratti devono tenere insieme i lavoratori perché solo uniti siamo più forti. Le rendite professionali sono una illusione che vale per un solo attimo. Chiedere un contratto separato per i soli infermieri vuol dire indebolirli, non renderli più forti. I numeri contano!”. IL MANIFESTO.

Alla vigilia dello sciopero del 23 febbraio indetto dai sindacati infermieristici Nursind e Nursin Up, gli infermieri della Fp Cgil hanno deciso di spiegare in un manifesto le ragioni della loro mancata adesione. 
 
E lo fanno rivendicando la propria iniziativa sindacale negli ultimi anni a partire dallo sciopero di tutti i dipendenti pubblici dell’aprile 2016 per il nuovo contratto.
 
“Con noi – scrivono – c’erano Cisl e Uil. Altri dormivano”. Il manifesto ricorda poi la firma dell’accordo quadro con il governo del 30 novembre 2016, con CISL e UIL, per avviare il percorso di rinnovo del contratto nazionale.
 
“Da allora – si legge – tutti sanno che il costo contrattuale sarà di 85 €medi mensili, 1.105 € annui. Dopo quasi 10 anni non si poteva più aspettare. Altri continuavano a dormire”.
 
E poi la manifestazione del 5 febbraio 2018 con CISL e UIL per difendere gli 85 euro. “Altri dormivano”, chiosano ancora gli infermieri della Fp Cgil.
 
Che poi attaccano: “Noi non raccontiamo balle sugli arretrati. Vi hanno promesso 4.000 € pur sapendo che la Corte Costituzionale ha dichiarato inesigibili gli arretrati prima del 2016. Si sarebbe dovuto partecipare alla mobilitazione contro il blocco del contratto nazionale nel 2010 e nel 2011. Eravamo in piazza noi da soli. Altri dormivano”.
 
 
E ancora: “Noi siamo impegnati a riconquistare un contratto nazionale scippato per quasi dieci anni da norme di legge (a partire dalla cosiddetta Brunetta), contro le quali ci siamo trovati in piazza quasi sempre da soli. Altri dormivano”.
 
E così via fino alla conclusione programmatica: “Noi siamo seduti al tavolo negoziale per ri-ottenere il contratto. Altre sigle si sono sedute allo stesso tavolo dichiarando che non avrebbero mai firmato. Dopo 10 anni di blocco contrattuale, chiediamo che tutta la parte economica disponibile sia utilizzata per incrementare il minimo tabellare, al fine di aumentare davvero gli stipendi a tutti”.
 
 
“Chiediamo di riscrivere il sistema di inquadramento e riconoscimento professionale del contratto nazionale sulla base della competenza, della responsabilità, dell’esperienza e dell’autonomia, perché quello attuale – si legge ancora nel volantino – non risponde più alla situazione del servizio sanitario e delle persone che vi lavorano. Farlo non è gratis, ha un costo. Oggi le risorse vanno messe nel minimo tabellare, ma stiamo già lavorando perché questo sia un punto imprescindibile del rinnovo 2019”.
 
E poi la chiosa finale: “Noi siamo certi che i contratti devono tenere insieme i lavoratori perché solo uniti siamo più forti. Le rendite professionali sono una illusione che vale per un solo attimo. Chiedere un contratto separato per i soli
infermieri vuol dire indebolirli, non renderli più forti. I numeri contano!”
 
E infine:  “Noi vogliamo fare sindacato, rappresentare e tutelare lavoratrici e lavoratori. Vogliamo riconoscere ad ognuno il proprio ruolo nel percorso di cura e di prevenzione. Vogliamo fare gli infermieri guardando al domani, il medioevo delle caste corporative non ci interessa e indebolisce la nostra forza contrattuale”.

22 Febbraio 2018

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