Intramoenia. Aogoi: “Una proposta demagogica, fuori dal contesto europeo”

Intramoenia. Aogoi: “Una proposta demagogica, fuori dal contesto europeo”

Intramoenia. Aogoi: “Una proposta demagogica, fuori dal contesto europeo”
Così il presidente e il segretario nazionale Aogoi commentano la proposta del presidente della Regione Toscana. “Il Ssn italiano non può rinunciare ad essere in linea con le più moderne e democratiche tendenze europee impegnate a coniugare ed integrare pubblico e privato. Se davvero dovesse passare la linea Rossi, cosa potremmo mai dire ai nostri concittadini e a quelli del resto d'Europa riguardo al diritto di scegliere dove curarsi?”

Il pesante attacco al sistema dell'intramoenia da parte del Presidente della Regione Toscana Rossi non può che suscitare legittimi interrogativi. Il primo è: perché il governatore Rossi ha deciso proprio ora di rispolverare una questione così complessa come l’intramoenia, che sicuramente necessita di riforme e correttivi nello svolgimento della stessa, liquidando invece il tutto con una improponibile e sbrigativa abolizione?
 
Di sicuro le sue considerazioni, non a caso affidate a un social, intercettano un malcontento diffuso tra i cittadini esasperati dalle liste d’attesa sempre più lunghe, le cui cause principali però, come è stato sottolineato anche dall’Acoi, si annidano nelle inefficienze di un sistema sanitario che da anni è in sofferenza a causa dei tagli lineari, del blocco del turn-over, della diminuzione dei posti letto.


Affermare che la libera professione intramuraria è “fonte di diseguaglianza e di corruzione” è davvero troppo semplicistico ed offensivo per la classe medica, non in linea con l’esperienza di un politico di lungo corso come Rossi. Di sicuro gli sprechi, le tensioni e le disfunzioni all'interno del mondo sanitario non potranno essere risolte demotivando i professionisti e incentivandoli ad uscire dal pubblico in favore del privato, né privando i cittadini della possibilità di scegliere dove e come tutelare la propria salute.

Ciò detto, bisogna vigilare affinché l'intramoenia e il privato non si trasformino in “normali canali di accesso alle prestazioni di cui si ha bisogno, per sopperire ad inefficienze e squilibri del nostro Ssn” come paventato da Cittadinanzattiva-TdM. La soluzione però non è certamente quella prospettata da Rossi.

Con l’abolizione dell’intramoenia, e condividiamo quanto osservato da molti, c’è infatti il rischio concreto di creare un sistema duale, con strutture private di eccellenza e strutture pubbliche di serie B. Un sistema che oltretutto, e non è cosa di poco conto, si porrebbe in contrasto con il nostro sistema costituzionale che riconosce la libertà di iniziativa privata.

Con l’abolizione della libera professione intramoenia verrebbero meno dei diritti garantiti per legge: quello dei medici ad esercitare una professione liberale e quello del cittadino di scegliersi un medico di propria fiducia. Le strutture pubbliche inoltre perderebbero un cospicuo introito, a tutto vantaggio del settore privato. Quali sono le ricadute positive di una simile proposta?

Il Sistema sanitario nazionale italiano non può rinunciare ad essere in linea con le più moderne e democratiche tendenze europee impegnate a coniugare ed integrare pubblico e privato. Forse è sfuggito il fatto che applichiamo già le Direttive UE, come quella (24/2011) sull'assistenza sanitaria transfrontaliera… Se davvero dovesse passare la linea Rossi, cosa potremmo mai dire ai nostri concittadini e a quelli del resto d'Europa riguardo al diritto di scegliere dove curarsi e comprendere il livello di efficienza delle strutture?

L'emorragia dei talenti ha il sapore amaro di una guerra non dichiarata che corrode il nostro Ssn. La vera emergenza è la carenza di personale medico e sanitario pesantemente inferiore al minimo necessario, che è una delle maggiori cause dei rallentamenti delle cure e dell'allungamento delle liste d'attesa – come più volte denunciato da noi e da molte altre società scientifiche.

Di taglio in taglio i posti letto negli ospedali diminuiscono e le carenze organizzative mettono in difficoltà l'assistenza clinica lasciando alla sola abnegazione del personale sanitario il tamponamento e la soluzione di tutti questi problemi.

Alla luce di tutto questo riteniamo che l'attenzione della politica e degli amministratori dovrebbe rivolgersi ad altre problematiche, nell'interesse del diritto alla qualità delle cure da parte dei pazienti e della sicurezza della operatività professionale dei medici.
 
Antonio Chiantera
Segretario Nazionale AOGOI
 
Vito Trojano
Presidente Nazionale AOGOI
 

Antonio Chiantera e Vito Trojano

22 Marzo 2016

© Riproduzione riservata

Dirigenti medici e sanitari. Arriva la firma definitiva sul contratto 2022-2024. Ecco tutte le novità
Dirigenti medici e sanitari. Arriva la firma definitiva sul contratto 2022-2024. Ecco tutte le novità

Arriva la firma definitiva del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per l’Area Sanità relativa al triennio 2022-2024 che riguarda 137.000 dirigenti, di cui 120.000 medici e 17.000 sanitari non medici....

Medici. Dalle risorse alle condizioni di lavoro. Ecco l’Atto d’indirizzo per il rinnovo del contratto 25-27
Medici. Dalle risorse alle condizioni di lavoro. Ecco l’Atto d’indirizzo per il rinnovo del contratto 25-27

È stato adottato ieri dal Comitato di Settore Regioni-Sanità l’“Atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale del triennio 2025-2027 per l’Area della Sanità”, che avvia formalmente il percorso negoziale per...

Sanità Privata e RSA. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: “17 aprile sciopero nazionale a Roma. Servono rinnovi e regole certe”
Sanità Privata e RSA. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: “17 aprile sciopero nazionale a Roma. Servono rinnovi e regole certe”

“Abbiamo apprezzato l’apertura del tavolo fissato per il 4 marzo alla presenza del Ministro della Salute: è un segnale che arriva dopo settimane di mobilitazione e pressione costante da parte...

Età evolutiva. Fnopi-Sipinf rinnovano il protocollo: più competenze e ricerca per l’infermiere pediatrico
Età evolutiva. Fnopi-Sipinf rinnovano il protocollo: più competenze e ricerca per l’infermiere pediatrico

Dalla nascita all’adolescenza, il compito dell'infermiere pediatrico è costruire una relazione educativa e di fiducia che accompagni, nell'ambito del contesto familiare che lo sostiene, il bambino nelle sue fragilità e...