Intramoenia. Cimo-Fesmed: “No alla stretta, così si allungano ulteriormente i tempi di attesa”

Intramoenia. Cimo-Fesmed: “No alla stretta, così si allungano ulteriormente i tempi di attesa”

Intramoenia. Cimo-Fesmed: “No alla stretta, così si allungano ulteriormente i tempi di attesa”
Il sindacato dei medici boccia gli emendamenti presentati da FdI al Ddl Prestazioni sanitarie, che prevedono l’attivazione dell’intramoenia solo nel caso di saturazione delle agende: “Senza interventi strutturali impossibile ridurre le liste d’attesa”.

Ancora un attacco all’intramoenia che, lo ripetiamo come un mantra, non è la causa delle liste d’attesa. Il riferimento è agli emendamenti presentati al Ddl Prestazioni sanitarie dalla deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli, che prevedono una stretta alla libera professione intramuraria: l’intramoenia sarebbe attivabile solo nel caso di completa saturazione delle agende per le prestazioni istituzionali.

“Se l’emendamento passasse, avrebbe come unico effetto un ulteriore allungamento dei tempi di attesa – dichiara Guido Quici, Presidente del sindacato dei medici Federazione Cimo-Fesmed -. Ricordiamo ai più distratti, infatti, che i medici lavorano in intramoenia esclusivamente al di fuori del proprio orario di lavoro, quindi aggiungono, e non tolgono, tempo da dedicare ai pazienti. Con l’intramoenia le prestazioni sanitarie offerte aumentano, e non diminuiscono. Bloccare l’intramoenia vuol dire quindi far rientrare nelle liste d’attesa anche quei pazienti che preferirebbero ottenere le prestazioni in libera professione, magari perché coperti da un’assicurazione o perché desiderano essere seguiti da un determinato specialista. Con il risultato di allungare i tempi di attesa per tutti, o di incentivare ulteriormente il ricorso alla sanità privata. A meno che, viene da chiedersi, non sia proprio questo l’obiettivo ultimo per qualcuno”.

“Ricordiamo inoltre che il costo della prestazione sostenuto dal paziente non finisce interamente nelle tasche del professionista, ma serve anche a finanziare il funzionamento dell’ospedale. Quindi il blocco dell’intramoenia comporterebbe altresì una riduzione delle entrate per le aziende sanitarie. Al medico, infatti, arriva il 30% del totale pagato dal paziente. Anche per questo, come certificato dall’ultima relazione annuale presentata qualche giorno fa al Parlamento dal Ministero della Salute, sono sempre meno i camici bianchi che decidono di optare per la libera professione intramuraria: in dieci anni il numero di medici che la esercitano è diminuito del 15%”.

“Sono sicuramente necessari controlli e monitoraggi costanti dell’attività libero professionale intramuraria per evitare distorsioni del sistema a danno dei pazienti e del SSN, prevedendo anche pene severe per chi non rispetta le regole – specifica Quici -, ma non è accettabile ipotizzare una sospensione indiscriminata di un sistema che offre opportunità importanti sia ai pazienti che ai medici: qualora l’intramoenia venisse ulteriormente ostacolata, ancora più medici sarebbero pronti a fuggire dalla sanità pubblica, con il risultato di desertificare ulteriormente gli ospedali e quindi, paradossalmente, di allungare ancora di più i tempi di attesa”.

“Se non si riaprono gli ambulatori, se non aumentano i posti letto e non si assume personale, l’offerta sanitaria sarà necessariamente ridotta e dunque le liste d’attesa saranno interminabili. E a nulla serviranno provvedimenti palliativi come quelli adottati ultimamente, in assenza di interventi strutturali. Non basta intraprendere la via più populistica e demagogica per risolvere il problema delle liste d’attesa – conclude Quici -. Servono visione, coraggio e risorse. E non sembra che l’attuale Governo ne abbia, proprio come tutti quelli che lo hanno preceduto”.

15 Luglio 2025

© Riproduzione riservata

Gettonisti ancora in metà dei Pronto soccorso. FADOI: “Un medico su quattro pensa al prepensionamento”
Gettonisti ancora in metà dei Pronto soccorso. FADOI: “Un medico su quattro pensa al prepensionamento”

A tre anni dal decreto che ne programmava il progressivo superamento, i “gettonisti” continuano a essere presenti in oltre la metà dei Pronto soccorso italiani. È uno dei dati più...

Osteopatia, via libera ai criteri per riconoscere i titoli pregressi. Sei anni per sostenere l’esame di abilitazione
Osteopatia, via libera ai criteri per riconoscere i titoli pregressi. Sei anni per sostenere l’esame di abilitazione

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpcm 25 marzo 2026 che recepisce l’accordo Stato-Regioni del 18 dicembre 2025 sui criteri per la valutazione dell’esperienza professionale e per il riconoscimento dell’equipollenza dei...

Dentisti. Corrado Bondi è il nuovo presidente Andi
Dentisti. Corrado Bondi è il nuovo presidente Andi

Corrado Bondi è il nuovo presidente dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi). Una presidenza che, sottolinea l’Andi in una nota, si apre nel segno del dialogo e della coesione interna e...

Infermieri indiani. Fnopi: “Riconoscimento titolo di studio, conoscenza italiano con esame e iscrizione all’Ordine”
Infermieri indiani. Fnopi: “Riconoscimento titolo di studio, conoscenza italiano con esame e iscrizione all’Ordine”

Queste le istanze fondamentali per la Federazione. “La prevista istituzione di un Comitato congiunto di coordinamento ci auguriamo vada proprio in questa direzione” ha sottolineato la presidente Mangiacavalli “Sugli infermieri...