Liberalizzazioni. Partito l’iter sulla fascia C alla Corte Europea. Parafarmacie ottimiste

Liberalizzazioni. Partito l’iter sulla fascia C alla Corte Europea. Parafarmacie ottimiste

Liberalizzazioni. Partito l’iter sulla fascia C alla Corte Europea. Parafarmacie ottimiste
E' stato spedito il fascicolo con cui il Tar Lombardia interroga la Corte di Giustizia Europea sulla norma italiana che vieta alle parafarmacie di vendere i farmaci di fascia C con prescrizione ma non a carico del Ssn. Da oggi le parti in causa avranno 60 giorni per depositare le proprie osservazioni.

Con la notificazione della domanda di rinvio del Tar Lombardia alla Corte di Giustizia Europea, la procedura pregiudiziale sulla fascia C è ufficialmente partita: la massima autorità giudiziaria dell'Unione europea dovrà dunque pronunciarsi, nei dovuti termini processuali, sulla norma italiana che vieta la vendita dei medicinali con prescrizione medica ma non a carico del Ssn nelle parafarmacie. A decorrere da oggi le parti in causa possono presentare entro il termine perentorio di 60 giorni una memoria contenente le proprie osservazioni scritte a sostegno delle questioni sollevate.

“La Corte di giustizia interpreta il diritto dell'Ue perché esso venga applicato allo stesso modo in tutti i paesi dell'Unione”, spiega il presidente del Forum nazionale Parafarmacie, Giuseppe Scioscia, che insieme ad altri farmacisti di parafarmacia ha proposto, lo scorso novembre, il ricorso al Tar della Lombardia. “Riteniamo – ha affermato Scioscia –che l’impossibilità, a tutt’oggi, di vendere i medicinali di fascia C sia una discriminazione grave a nostro danno”. Ragioni che il Tar della Lombardia ha ritenuto fondate, rinviando la norma al parere della Corte Europea. “I prossimi mesi saranno decisivi per la nostra sorte”. Ma Scioscia si dice convinto che le parafarmacie abbiano “tutte le carte in regola per vincere questa battaglia: l’auspicio è che la normativa italiana in materia venga adeguatamente rivista prima che la Corte intervenga a censurare l’evidente quanto ingiusta discriminazione a nostro danno”.
 

03 Aprile 2012

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