ANCI, ANCI Regionali e Federsanità siglano un Accordo di Programma per rafforzare il welfare territoriale

ANCI, ANCI Regionali e Federsanità siglano un Accordo di Programma per rafforzare il welfare territoriale

ANCI, ANCI Regionali e Federsanità siglano un Accordo di Programma per rafforzare il welfare territoriale

Firmato a Roma il nuovo Accordo di Programma tra ANCI, Conferenza dei Presidenti delle ANCI Regionali e Federsanità. L’intesa mira a rendere più solida e continuativa la collaborazione tra Comuni, articolazioni regionali di ANCI e sistema sanitario.

È stato firmato a Roma il nuovo Accordo di Programma tra ANCI, Conferenza dei Presidenti delle ANCI Regionali e Federsanità. L’intesa mira a rendere più solida e continuativa la collaborazione tra Comuni, articolazioni regionali di ANCI e sistema sanitario, con particolare attenzione all’integrazione socio-sanitaria, alla prevenzione e allo sviluppo di politiche di welfare territoriale più vicine ai bisogni delle comunità.

Il documento è stato sottoscritto dal Presidente di ANCI, Gaetano Manfredi, dalla Coordinatrice della Conferenza dei Presidenti delle ANCI Regionali, Susanna Cenni, e dal Presidente di Federsanità, Fabrizio d’Alba. Il nuovo Accordo aggiorna e amplia quello del 2020, tenendo conto delle più recenti riforme nazionali, tra cui il DM 77/2022 sull’assistenza territoriale, la riforma dedicata agli anziani e quella relativa alla disabilità.

Al centro del Protocollo c’è la volontà di promuovere una governance multilivello capace di integrare in modo più efficace competenze, servizi e responsabilità istituzionali. L’obiettivo è favorire modelli organizzativi che consentano una presa in carico più completa delle persone, in particolare di chi vive condizioni di fragilità, cronicità o non autosufficienza.

Tra le principali linee di intervento previste dall’Accordo rientrano la promozione di corretti stili di vita e di iniziative di prevenzione, il potenziamento della rete dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali, il sostegno alle politiche per l’invecchiamento attivo e per la disabilità, oltre allo sviluppo di strategie ispirate all’approccio “One Health”, che considera salute, ambiente, pianificazione urbana e condizioni socio-economiche come elementi strettamente collegati.

L’intesa si inserisce in uno scenario caratterizzato da profondi cambiamenti demografici e sociali. In Italia una persona su quattro ha oggi più di 65 anni e, secondo le proiezioni ISTAT, entro il 2050 gli over 65 supereranno un terzo della popolazione. A questo quadro si aggiungono l’aumento delle persone sole, la crescita delle patologie croniche e il permanere di forti differenze territoriali nell’accesso ai servizi sociali e sanitari.

“Con questo Accordo rafforziamo il ruolo dei Comuni nella costruzione di un welfare territoriale più prossimo ai cittadini e più preparato a rispondere alle nuove fragilità sociali e sanitarie”, ha dichiarato Gaetano Manfredi. “L’invecchiamento della popolazione, la cronicità e le disuguaglianze tra territori richiedono una governance condivisa e una reale integrazione tra servizi sanitari, sociali e socio-assistenziali. I territori devono essere al centro dell’attuazione delle riforme”.

Susanna Cenni ha sottolineato il valore del ruolo delle ANCI regionali, definite “un raccordo essenziale tra il livello nazionale e le realtà locali”. Secondo Cenni, le comunità stanno affrontando trasformazioni profonde, dalla denatalità alla carenza di medici di medicina generale, dall’aumento della solitudine alle nuove povertà e ai crescenti bisogni assistenziali. “Servono strumenti innovativi e una collaborazione istituzionale stabile, capace di trasformare le esperienze positive dei territori in modelli diffusi, replicabili e adattabili alle specificità dei singoli Comuni”.

Per Fabrizio d’Alba, l’Accordo segna “un passaggio importante per rendere strutturale l’integrazione socio-sanitaria prevista dalle riforme nazionali”. Il Presidente di Federsanità ha evidenziato come la presa in carico della persona non possa più essere frammentata: “Occorrono percorsi integrati, servizi di prossimità e una collaborazione forte tra aziende sanitarie, Comuni e reti civiche. La salute si costruisce nei territori, attraverso prevenzione, partecipazione e capacità di fare sistema”.

Alla sottoscrizione è intervenuto anche Roberto Pella, vicepresidente di ANCI e delegato a Salute e Sport, che ha richiamato la centralità del tema salute come leva di partecipazione e come ambito nel quale rafforzare la collaborazione tra amministrazioni locali e management sanitario. Pella ha evidenziato la necessità di un approccio complessivo, che includa sani stili di vita, corretta alimentazione, pratica sportiva diffusa e una maggiore attenzione ai bisogni della popolazione anziana e fragile.

Il Protocollo prevede inoltre la costituzione di un Tavolo di Coordinamento nazionale e di un Comitato Tecnico Operativo. I due organismi avranno il compito di individuare le priorità annuali, promuovere iniziative comuni, sviluppare attività di studio e favorire la diffusione di buone pratiche sui temi della prevenzione, dell’innovazione sociale e del welfare di comunità. L’Accordo avrà una durata di quattro anni e potrà essere rinnovato.

26 Maggio 2026

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