Lombardia: le cure domiciliari si attivano in farmacia

Lombardia: le cure domiciliari si attivano in farmacia

Lombardia: le cure domiciliari si attivano in farmacia
È quanto prevede l’accordo firmato dall'assessore regionale alla Solidarietà sociale, Giulio Boscagli, e dalla presidente di Federfarma Lombardia e nazionale, Annarosa Racca, in attuazione della legge 69/2009 che disciplina i nuovi servizi delle farmacie. Mandelli (Fofi): “Ci auguriamo che ora anche le altre Regioni sappiano investire sulla professionalità del farmacista per offrire risposte concrete ai cittadini”.

Riceveranno le domande di assistenza, attiveranno gli operatori integrandosi con i centri e le figure professionali già presenti nel distretto, erogheranno direttamente servizi di cure a domicilio e di autoanalisi. Queste alcune delle attività che saranno affidate ai farmacisti nell’ambito del progetto sperimentale di integrazione tra farmacie ed Asl promosso nella Regione Lombardia.
L’iniziativa è stata ufficializzata ieri con la firma di un accordo tra l'assessore regionale alla Solidarietà sociale, Giulio Boscagli, e la presidente di Federfarma Lombardia e nazionale, Annarosa Racca.
La Lombardia diventa così la prima Regione in Italia a recepire quanto disposto dalla legge 69/2009 che disciplina i nuovi servizi delle farmacie. Prima tra le Regioni, ha commentato il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, “a comprendere che con la farmacia è possibile coniugare esigenza economia e qualità dei servizi. Ci auguriamo ora che anche altre Regioni sappiano investire nella professionalità del farmacista per offrire risposte concrete ai cittadini”.
La soddisfazione del presidente della Fofi ha origini profonde, legate alla visione che la Federazione porta avanti da anni: “L’accordo tra Lombardia e Federfarma – ha affermato Mandelli – è la conferma della bontà dell’intuizione del documento federale, che la Fofi aveva proposto già nel 2006, della capacità reale della farmacia di incidere sul numero e sulla qualità dei servizi erogati sul territorio ai cittadini. Rappresenta inoltre il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo e della professionalità del farmacista che, in sinergia con gli altri professionisti della salute, potrà essere sempre più presente nei processi di prevenzione e cura  e, dunque, sempre più vicino al cittadino”.

Entro tre mesi partiranno le prime esperienze pilota in alcune aree della Lombardia e, dopo il monitoraggio dei risultati ottenuti, il progetto sarà esteso a tutte le Asl e quindi a tutte le farmacie della Regione.
Per offrire un'ampia gamma di servizi di qualità ai cittadini ogni farmacia costituirà al suo interno un "Centro funzionale e operativo", dove si dovranno:
–    fornire informazioni;
–    ricevere le domande di assistenza;
–    attivare gli operatori integrandosi con i centri e le figure già attive nel territorio del distretto;
–    assicurare la continuità del servizio;
–    erogare direttamente servizi di home care e prestazioni analitiche di prima istanza.

In una nota congiunta dell’assessore e della presidente Federfarama, Annarosa Racca ha commentato l’accordo affermando che si tratta di “un passo avanti nella concretizzazione del progetto che vede la farmacia come centro nevralgico nell'erogazione dell'assistenza sul territorio, anche perché i cittadini si rivolgono quotidianamente alla farmacia e, dopo la sigla di questo importante accordo, possono trovare sempre più risposte alle loro esigenze". Boscagli ha confermato questa visione: “La farmacia – ha detto – è un presidio sul territorio del sistema socio-sanitario e il farmacista è un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini. La distribuzione capillare delle farmacie consente di poter offrire a tutti i cittadini servizi e prestazioni senza dover fare code ed evitando disagi negli spostamenti dalla propria abitazione".

18 Gennaio 2011

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