1 maggio. “Un lavoro che logora non è un buon lavoro”

1 maggio. “Un lavoro che logora non è un buon lavoro”

1 maggio. “Un lavoro che logora non è un buon lavoro”
“La vera celebrazione del lavoro dovrebbe essere quella di un lavoro che non uccide, non logora, ma che anzi contribuisce al benessere e alla realizzazione di ogni individuo”. Ma, testimonia un medico ospedaliero in un riflessone inviata all’Anaao Assomed, “le condizioni lavorative, lo stress, i ritmi frenetici, la precarietà, possano minare il benessere fisico e mentale. Ecco perché mi auguro che questa giornata sia un'occasione per impegnarsi per un futuro in cui il lavoro sia davvero un diritto e un motore di salute, non un fattore di rischio”

“1 maggio festa dei lavoratori. Da un lato, c’è quella punta di sollievo nel sapere che, forse, il flusso di pazienti sarà leggermente meno intenso del solito. Magari qualche ambulatorio rimarrà chiuso, e le emergenze, speriamo, si prendano una pausa. In fondo, anche noi operatori sanitari sentiamo il bisogno di un po’ di tregua, di ricaricare le pile dopo turni spesso massacranti e la pressione costante.
Però, dall’altro lato, la Festa dei lavoratori mi fa riflettere profondamente sul significato del ‘lavoro’ per la salute delle persone. Vedo ogni giorno come le condizioni lavorative, lo stress, i ritmi frenetici, la precarietà, possano minare il benessere fisico e mentale. Malattie professionali, disturbi, burnout, ansia e depressione sono spesso il prezzo di un sistema che a volte sembra dimenticare la dignità e la salute di chi lavora. Quindi, mentre magari qualcuno si gode una gita fuori porta, io penso a quanto lavoro ci sia ancora da fare per garantire a tutti un ambiente di lavoro sicuro, salubre e che non comprometta la qualità della vita”.

Questa la riflessione di un medico ospedaliero del Servizio Sanitario Nazionale inviata all’Anaao Assomed in vista delle celebrazioni per la giornata dei lavoratori

“Penso all’importanza della prevenzione, della tutela della salute sui luoghi di lavoro, del sostegno a chi si ammala a causa del proprio impiego – scrive – in fondo, la vera celebrazione del lavoro dovrebbe essere quella di un lavoro che non uccide, che non logora, ma che anzi contribuisce al benessere e alla realizzazione di ogni individuo. Ecco, forse è questo il mio augurio più grande per questa giornata: che sia un’occasione per impegnarsi ancora di più per un futuro in cui il lavoro sia davvero un diritto e un motore di salute, non un fattore di rischio”.

“La testimonianza del nostro collega – dichiara Pierino Di Silverio Segretario Nazionale Anaao Assomed – conferma le difficoltà con cui facciamo i conti ogni giorno sul posto di lavoro. I medici e i dirigenti sanitari hanno poco da festeggiare il 1 maggio con un burnout sempre in agguato, la carenza di personale, le storture organizzative, gli stipendi al palo, le aggressioni crescenti, la richiesta di depenalizzare l’atto medico caduta per ora nel vuoto. Ma molto da rivendicare. Primi tra tutti i diritti fondamentali: contratto, sicurezza, retribuzioni adeguate e condizioni di lavoro che frenino la fuga dalla sanità pubblica che diventa sempre più pericolosa soprattutto per i cittadini”.

30 Aprile 2025

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