Massofisioterapia. Comitato di scopo: “Il Simmas rettifichi, denigra massofisioterapisti ciechi e ipovedenti”

Massofisioterapia. Comitato di scopo: “Il Simmas rettifichi, denigra massofisioterapisti ciechi e ipovedenti”

Massofisioterapia. Comitato di scopo: “Il Simmas rettifichi, denigra massofisioterapisti ciechi e ipovedenti”
Il Comitato di scopo dei massofisioterapisti con titolo statale non vedenti e ipovedenti replica a quanto affermato nei giorni scorsi dal Simmas. "Non ci rappresentano e Il numero degli operatori da loro indicato è a dir poco fantasioso. Smentiscano al più presto".

Il Comitato di scopo dei massofisioterapisti con titolo statale non vedenti e ipovedenti diffida il presidente del Simmas, Luca De Martino, in merito  all’ articolo apparso in data 27 luglio 2014 su questo giornale a “continuare a scrivere nel nome e per conto della categoria dei disabili visivi, rettificando nel più breve tempo possibile quanto scritto, attribuendo semmai i problemi da lui descritti ad altri operatori e non certo ai diplomati statali, perché fortemente lesivo e denigratorio della professione sanitaria dei massofisioterapisti ciechi e ipovedenti”.


E’ questa la dura presa di posizione espressa in una nota dal Comitato di scopo dei massofisioterapisti con titolo statale non vedenti e ipovedenti.

Il Comitato precisa infatti che “la nostra categoria di disabili visivi non è assolutamente rappresentata ne' dal Simmas ne' da altre pseudo associazioni, all’infuori: dell’Unione Italiana Ciechi (UIC) e come da accordi sanciti da molti anni con l’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) e la Federazione Nazionale Collegio dei Massofisioterapisti (FNCM)”.

Altra precisazione riguarda il rapporto con le istituzioni. “i massofisioterapisti ciechi e ipovedenti, non sono stati abbandonati assolutamente dalla politica, come invece erroneamente o volutamente  scritto nell’articolo in questione, avendo già da molti decenni la tutela della legge 12 marzo 1999, n.68 e dell’ albo professionale istituito con la legge n. 686 del 1961 e successive, in favore del collocamento obbligatorio di tale categoria protetta”.

E, infine, in riferimento al numero di operatori indicato nell’articolo in questione, "definirlo fantasioso o irrealistico e dire poco, perché la nostra categoria, considerando anche che di fatto ha visto  cessare la formazione del massofisioterapista cieco con la classe 2012/2013, non supera le 300/400 unità in tutta Italia. Ciò che ha scritto Di Martino, è gravissimo e – conclude la nota – se non sarà smentito nel più breve tempo possibile,  sarà oggetto di esposto alla Procura della Repubblica”.
 

28 Luglio 2014

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