Medici Inps. Interviene il presidente Boeri: “Su revoche disabilità solo equivoci. Obiettivo è migliorare performance per tutelare malati e disabili”

Medici Inps. Interviene il presidente Boeri: “Su revoche disabilità solo equivoci. Obiettivo è migliorare performance per tutelare malati e disabili”

Medici Inps. Interviene il presidente Boeri: “Su revoche disabilità solo equivoci. Obiettivo è migliorare performance per tutelare malati e disabili”
Con una lettera aperta ai cittadini disabili e alle loro famiglie, il Presidente dell’istituto interviene sulle presunte distorsioni nel sistema di misurazione e valutazione della performance dei medici dell’Istituto e rassicura “che ogni singola azione intrapresa  è mossa dalla volontà di agire nell’interesse e per la tutela dei malati e dei cittadini invalidi”. E poi precisa: “A fine anno faremo valutazione ma revoche con provvedimento sono scese rispetto al passato”. LA LETTERA

“Le revoche di prestazioni di invalidità civile non sono legate alla fase di accertamento degli stati invalidanti, bensì ai casi in cui precedenti commissioni mediche ASL avessero riconosciuto il diritto "a termine", vale a dire prevedendo la necessità di riconvocare il malato ad una seconda visita di verifica per un possibile miglioramento della condizione di salute”.


 


Così in una lettera aperta ai cittadini disabili e alle loro famiglie, il Presidente INPS Tito Boeri interviene sulle presunte distorsioni nel sistema di misurazione e valutazione della performance dei medici dell’Istituto introdotte dalla determina dell’istituto che ha reintrodotto le revoche di disabilità tra gli obiettivi di performance.
 
“La polemica alimentata da alcune testate – scrive Boeri – , che non hanno esitato ad offendere la professionalità dei nostri medici, trae spunto dalla scelta dell'Inps di estendere loro l'obiettivo, sin qui stabilito per i soli dirigenti, di contribuire alla riduzione del debito pubblico (mediante la riduzione di spese per prestazioni indebite e l'abbattimento dell'evasione contributiva). In passato questi obiettivi erano stabiliti per i soli dirigenti che poi se ne facevano interpreti presso il personale e i professionisti, tra i quali i medici dell'Istituto. Una sentenza del Consiglio di Stato, che ha riaffermato l'autonomia organizzativa dei professionisti, ci ha di fatto imposto di fissare obiettivi specifici per i medici. Si sono così definiti molteplici indicatori che valutano la loro attività in base ai servizi forniti all'utenza (giudizi medico legali definitivi rilasciati entro 60 gg dal ricevimento del verbale provvisorio da parte delle Asl e entro 30 gg per le patologie oncologiche, esclusione dalle visite mediche di verifica per i portatori di patologie croniche gravi e stabilizzate, espletamento entro il giorno successivo – delle visite mediche ambulatoriali dei lavoratori in malattia risultati assenti alla visita medica di controllo domiciliare il giorno precedente, tempestività delle segnalazioni di possibile responsabilità di terzi in caso di malattia e invalidità, etc.) oltre che un indicatore legato al contributo alla riduzione del debito pubblico in termini di "Revoche Prestazioni invalidità civile", "Visite mediche di controllo" e "Azioni Surrogatorie"”.


 


“Questo indicatore – spiega – incide su meno del 2% della retribuzione dei medici ed è valutato a livello regionale. Ciò significa che concorrono al risultato tutti i medici della regione rendendo impossibile per un singolo professionista incidere col proprio comportamento sul risultato e, dunque, sulla sua retribuzione attesa”.
 
“L'inclusione tra gli obiettivi delle revoche – sottolinea il presidente Inps -può aver dato luogo ad equivoci e alimentato timori sull'imposizione per via amministrativa di criteri più restrittivi nell'accesso alle prestazioni socio-assistenziali dell'Istituto. Ma attenzione: le revoche di prestazioni di invalidità civile non sono legate alla fase di accertamento degli stati invalidanti, bensì ai casi in cui precedenti commissioni mediche ASL avessero riconosciuto il diritto "a termine", vale a dire prevedendo la necessità di riconvocare il malato ad una seconda visita di verifica per un possibile miglioramento della condizione di salute”.
 
“In conclusione – rimarca Boeri – l'Inps è dalla vostra parte nel fornirvi servizi il più possibile adeguati nell'applicazione della normativa vigente e nell'utilizzare nel modo più efficace possibile le risorse disponibili. I medici, come gli altri professionisti dell'Istituto, sono chiamati a contribuire a un uso efficiente di queste risorse mediante una sempre migliore programmazione delle visite.
 
A fine anno, faremo una valutazione dell'efficacia di tutti gli indicatori presenti nel piano della performance. Tra questi anche quello che, a seguito di letture affrettate offerte a mezzo stampa, ha allarmato alcuni di voi. Vi posso anticipare sin d'ora che, da inizio anno, quando è stato introdotto tale indicatore, non c'è stato alcun aumento delle revoche delle prestazioni. Al contrario, la percentuale di revoche nei primi sette mesi del 2018 si è ridotta dell'1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente mentre è aumentata quella di riscontrati peggioramenti dello stato di salute che danno luogo ad aumenti dei benefici”.

22 Ottobre 2018

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