Medici 118. Smi: “No alla sospensione della prestazione aggiuntiva di 5,16 euro”

Medici 118. Smi: “No alla sospensione della prestazione aggiuntiva di 5,16 euro”

Medici 118. Smi: “No alla sospensione della prestazione aggiuntiva di 5,16 euro”
"Oltre il danno la beffa! Il danno, in quanto l’Inail non riconosce ancora l’infortunio sul lavoro a causa di Covid e la beffa nel ridare indietro dei soldi delle prestazioni aggiuntive, che ad oggi non sono più riconosciute. A tutto questo ci opporremo per tutelare i diritti acquisiti di quelle figure mediche e sanitarie che sono da sempre impegnate nel contrasto alla pandemia da Covid 19". Così il responsabile nazionale Smi Settore Emergenza 118, Maurizio Borgese.

"Il 118 è un servizio salvavita e i medici che lavorano in questo sistema devono essere tutelati; il loro lavoro dev’essere un orgoglio per la nostra sanità". Così Maurizio Borgese Responsabile Nazionale del Sindacato Medici Italiani (Smi) Settore Emergenza 118 commenta il fatto che in alcune regioni del Paese si sia presa la decisione di sospendere la prestazione aggiuntiva di 5,16 euro per i medici del 118.

"Anche durante una così devastante pandemia i medici e i sanitari della medicina di Emergenza 118 sono stati in prima linea, senza paura, assicurando un servizio fondamentale per i cittadini italiani. Siamo, adesso, all’assurdo, perché si pretende che i medici debbano restituire delle retribuzioni, giustamente e onestamente guadagnate, allo Stato. Oltre il danno la beffa! Il danno, in quanto l’Inail non riconosce ancora l’infortunio sul lavoro a causa di Covid e la beffa nel ridare indietro dei soldi delle prestazioni aggiuntive, che ad oggi non sono più riconosciute", aggiunge.

"A tutto questo ci opporremo per tutelare i diritti acquisiti di quelle figure mediche e sanitarie che sono da sempre impegnate nel contrasto alla pandemia da Covid 19", conclude Borgese.

16 Febbraio 2021

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