Medicina e nuove tecnologie. Medici Cattolici lanciano la sfida per un “nuovo umanesimo”

Medicina e nuove tecnologie. Medici Cattolici lanciano la sfida per un “nuovo umanesimo”

Medicina e nuove tecnologie. Medici Cattolici lanciano la sfida per un “nuovo umanesimo”
“Le nuove tecnologie non vanno demonizzate perché hanno dalla loro parte una nuova spinta per tutta la medicina. L’importante è non offuschino il rapporto medico-malattia. Non bisogna affidare i pazienti solo alla tecnologia ma bisogna che gli ammalati siano accompagnati e curati”. Così il presidente nazionale dei medici cattolici, Filippo Maria Boscia, intervenendo al convegno organizzato a Salerno.

“Conciliare la medicina e la chirurgia tradizionale con le nuove tecnologie è la sfida del nuovo umanesimo. Però, i medici, soprattutto i più giovani, devono ricordare che al centro di tutto c’è sempre la persona umana e quando terminano le terapie inizia la cura”. Lo ha detto Mario Ascolese, presidente campano dei medici cattolici nel corso di un convegno dal titolo: “La formazione del medico nell’era digitale”, svoltosi oggi all’Università di Salerno alla presenza tra, gli altri, di Giuseppe Longo, Attilio Maurano, Antonello Crisci, Vitulia Ivone, Bruno Ravera, Veronica Grippa e Francesco Bellino.
 
“Bisogna evitare che la tecnologia svilisca quel rapporto empatico medico-paziente fatto di emozioni e sensazioni, fondamentale per il raggiungimento del risultato, della cura e della guarigione. Il rischio è davvero grande”, ha aggiunto Mario Capunzo, direttore del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria della “Scuola Medica Salernitana” dell’ateneo.
 
Per Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dei medici cattolici: “Le nuove tecnologie non vanno demonizzate perché hanno dalla loro parte una nuova spinta per tutta la medicina, sul versante dello studio dei tumori, delle diagnosi precoci, prenatali e di tantissimi altri settori. L’importante è non offuschino il rapporto medico-malattia. Siamo in una Università di tradizione ippocratica e questa è la culla nella quale si è coltivata l’umanizzazione della medicina. Non bisogna affidare i pazienti solo alla tecnologia ma bisogna che gli ammalati siano accompagnati e curati”.

Sulla “pastorale sanitaria e medical humanity” si è soffermato don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale della Pastorale sanitaria della Cei, ponendo l’accento sull’importanza dell’interdisciplinarietà per la cura della salute e sulla figura del cappellano presente nelle strutture sanitarie: “Occorre avere rispetto del credo del paziente: la cura della malattia e dell’ammalato devono procedere di pari passo”.

22 Marzo 2018

© Riproduzione riservata

Decreto PA. Aiop e Aris: “Preoccupazione per la mancata approvazione dell’adeguamento delle tariffe ospedaliere, così rinvio rinnovo contratto sanità privata”
Decreto PA. Aiop e Aris: “Preoccupazione per la mancata approvazione dell’adeguamento delle tariffe ospedaliere, così rinvio rinnovo contratto sanità privata”

“Nel Decreto PA era prevista una norma che, dopo quattordici anni, interveniva per la prima volta sull'adeguamento delle tariffe ospedaliere, seppur in modo parziale, riconoscendo la necessità di correggere un...

West Nile. Rete Izs: “Sorveglianza e dati per evitare allarmismi. Italia pronta”
West Nile. Rete Izs: “Sorveglianza e dati per evitare allarmismi. Italia pronta”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

Tracciabilità dei farmaci. Dal Ministero le istruzioni per il Data Matrix. Entro l’8 febbraio 2027 l’adeguamento dei sistemi
Tracciabilità dei farmaci. Dal Ministero le istruzioni per il Data Matrix. Entro l’8 febbraio 2027 l’adeguamento dei sistemi

Pronta la circolare con le istruzioni operative fornite dal Ministero della Salute per l'adeguamento al modello europeo di tracciabilità del farmaco basato sull'identificativo univoco Data Matrix. Il provvedimento, che recepisce...

Formazione Medicina Generale. Fimmg: “Rischio altissimo di perdere borse e lasciare migliaia di cittadini senza medico. Serve decreto di mobilità volontaria interregionale”
Formazione Medicina Generale. Fimmg: “Rischio altissimo di perdere borse e lasciare migliaia di cittadini senza medico. Serve decreto di mobilità volontaria interregionale”

“Come Paese non possiamo permetterci di perdere neanche una sola borsa destinata alla Formazione specifica in medicina generale. Questo è un tema che Ministro della Salute, il Presidente della Conferenza...