Medicina generale. Fnomceo: “Tra 20 anni rischia di scomparire. Serve programmazione”

Medicina generale. Fnomceo: “Tra 20 anni rischia di scomparire. Serve programmazione”

Medicina generale. Fnomceo: “Tra 20 anni rischia di scomparire. Serve programmazione”
Il dato emerge dall’Indagine dell’Area Strategica Formazione Fnomceo presentata all’ultimo Consiglio Nazionale. Il metodo di calcolo applicato su diverse Regioni ha permesso di creare una proiezione delle risorse umane della Medicina Generale a 5, 10 e 20 anni messa a confronto con la curva dei medici pensionandi. “La forbice che si crea è molto netta e consente ben poche letture alternative al pericolo di scomparsa, nei prossimi 20 anni, della  Medicina Generale, a meno che si inizi sin da subito una corretta programmazione, basata sui numeri reali”. LO STUDIO

La hanno chiamata “Legge di Pacman”, perché la sua rappresentazione grafica ricorda il profilo del protagonista del noto videogame. In realtà la questione è serissima e si riferisce alla proiezione dei dati relativi agli iscritti alle graduatorie in Medicina Generale, calibrata sull’effettivo interesse a esercitare la Professione, che permette di calcolare, basandosi su stime realistiche, la velocità dell’accesso alla Medicina Generale nei prossimi anni. E il risultato è preoccupante: “la Medicina Generale, se non si mettono subito in atto politiche di programmazione efficaci, rischia, nei prossimi 20 anni, di scomparire”.
 
Questo lo scenario prospettato nell’Indagine dell’Area Strategica Formazione Fnomceo, dal titolo “I numeri reali delle risorse umane in medicina generale”, che è stata presentata all’ultimo Consiglio Nazionale Fnomceo e che alleghiamo, in versione integrale.
 
“Una seria e corretta programmazione delle risorse umane nell’ambito della Medicina Generale – spiega il coordinatore dell’Area Formazione, Roberto Stella – è quanto mai urgente, considerato che nei prossimi anni si prevede un importante ricambio generazionale e contemporaneamente, secondo i dati dell’Enpam, un altrettanto rilevante gobba pensionistica dei Medici di Medicina Generale. Le graduatorie regionali potrebbero essere, in tal senso, uno strumento utilissimo ma risultano, così come sono oggi, falsate perché ammettono la persistenza “in perpetuum” dei medici in possesso dei requisiti, sino a revoca da parte dell’interessato. Nelle attuali graduatorie sono quindi ricompresi medici già convenzionati, medici ultrasettantenni, in pensione, medici che comunque non aggiornano il punteggio o lo fanno in maniera disordinata. Abbiamo allora rielaborato i dati, “epurando” le graduatorie dai medici che, secondo i criteri da noi messi a punto, risulterebbero non interessati all’accesso”.
 
In sintesi, lo studio, condotto con analoghi risultati sulle graduatorie di tre Regioni (Emilia Romagna, Toscana e Calabria), considera ai fini di una corretta programmazione in Medicina Generale, non il numero assoluto dei medici iscritti nelle graduatorie regionali, ma solo il 40% di tale campione. Partendo da queste cifre, si calcola  tramite la formula ribattezzata appunto “Legge di Pacman” – la velocità di accesso alla professione, che è direttamente proporzionale alla percentuale di medici non interessati e inversamente proporzionale al numero di medici interessati. 
 
“Questo metodo, da noi applicato su diverse Regioni – conclude Stella – ha permesso di creare una proiezione delle risorse umane della Medicina Generale a 5, 10 e 20 anni. Tale curva, confrontata con la curva dei medici pensionandi, creata sui dati Enpam, mette in luce una situazione preoccupante. La forbice che si crea, infatti, è molto netta e consente ben poche letture alternative al pericolo di scomparsa, nei prossimi 20 anni, della  Medicina Generale, a meno che si inizi sin da subito una corretta programmazione, basata sui numeri”.

20 Dicembre 2016

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