Medicina generale. Snami risponde a Fimmg: “Finalmente d’accordo, ma sono vent’anni di vostre firme che ci hanno portato qui”

Medicina generale. Snami risponde a Fimmg: “Finalmente d’accordo, ma sono vent’anni di vostre firme che ci hanno portato qui”

Medicina generale. Snami risponde a Fimmg: “Finalmente d’accordo, ma sono vent’anni di vostre firme che ci hanno portato qui”

"Non accettiamo lezioni da chi ha sottoscritto ogni Acn senza metterlo in discussione". E sulla proposta di legge Benigni: "Tardiva e mal concepita, rischia di peggiorare la condizione dei medici di famiglia".

Arriva la replica dello Snami alle dichiarazioni con cui la Fimmg aveva denunciato lo stato critico della medicina generale. Ed è una risposta che non lascia spazio all’ambiguità: “Per una volta siamo d’accordo con loro. Ma è proprio questo il problema.”

Il sindacato guidato dalla sua segreteria nazionale coglie l’occasione per ribaltare il ragionamento della federazione maggioritaria: se oggi la medicina generale è in crisi, la responsabilità va cercata in vent’anni di accordi collettivi nazionali firmati – a detta dello Snami – senza mai mettere realmente in discussione la direzione intrapresa. “La situazione attuale non nasce oggi, ma rappresenta il risultato di anni di scelte contrattuali che hanno progressivamente trasformato il medico di medicina generale da libero professionista convenzionato in una figura sempre più assimilabile a un dipendente, ma senza le tutele, i diritti e le garanzie della dipendenza.”

Uno dei passaggi più polemici del comunicato riguarda la questione delle sottoscrizioni agli Acn. Lo Snami rivendica di aver apposto nel tempo soltanto firme tecniche, indispensabili per mantenere l’accesso ai tavoli regionali e tentare di correggere, in quelle sedi, ciò che non condivideva. Una posizione che il sindacato usa come scudo contro le critiche: “Non accettiamo lezioni di politica sanitaria o sindacale da chi ha sottoscritto ogni Acn in modo autoritario e non condiviso, contribuendo a creare l’attuale squilibrio del sistema.”

È una frecciata diretta alla Fimmg e alle altre sigle che hanno sottoscritto gli ultimi due Acn – la stessa contraddizione già evidenziata nei giorni scorsi in relazione alla proposta di legge Benigni, rispetto alla quale alcune organizzazioni sembravano criticare un impianto contrattuale che esse stesse avevano contribuito a costruire.

Sulla proposta di legge parlamentare oggi in discussione – quella che punta a ridefinire il rapporto convenzionale della medicina generale introducendo il convenzionamento come ruolo giuridico e le Aggregazioni Funzionali Territoriali come soggetto contrattuale – lo Snami è netto: è una risposta tardiva a un problema costruito nel tempo, e rischia di peggiorare ulteriormente la condizione professionale del medico di famiglia. Il punto critico, secondo il sindacato, è che la proposta spingerebbe il medico di famiglia verso caratteristiche proprie del rapporto di dipendenza senza però garantirgli nessuna delle tutele che quel rapporto comporta. Il risultato sarebbe il peggio dei due mondi: né la libertà della libera professione convenzionata, né le garanzie del lavoro dipendente.

Lo Snami  precisa di non volersi limitare alla critica. Il sindacato afferma di aver già presentato al Comitato di Settore delle Regioni un documento programmatico articolato, elaborato a partire dal confronto diretto con i medici. I contenuti del documento non sono dettagliati nel comunicato, ma vengono descritti come “concreti e vicini alle esigenze reali della categoria e dei cittadini” — un implicito contrasto con proposte che, nella lettura dello SNAMI, sarebbero invece calate dall’alto e scollegate dalla realtà del lavoro quotidiano in medicina generale.

La chiusura è una dichiarazione d’intenti: “La medicina generale non può essere salvata da chi ha contribuito a demolirne progressivamente l’identità professionale. Serve una visione nuova, coerente e trasparente.” Una sfida aperta alla Fimmg, in vista dei prossimi passaggi negoziali e parlamentari.

12 Marzo 2026

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