Neurochirurgia. Michelangelo Gangemi è il nuovo presidente della SINCH

Neurochirurgia. Michelangelo Gangemi è il nuovo presidente della SINCH

Neurochirurgia. Michelangelo Gangemi è il nuovo presidente della SINCH
La decisione presa a Roma nell’Assemblea Nazionale durante la 65esima edizione del Congresso della Società italiana di Neurochirurgia. Gangemi guiderà la Sinch per il prossimo biennio. “Dobbiamo pensare non  solo ai futuri neurochirurghi, ma anche cercare di  valorizzare quelli che hanno esperienza e capacità didattiche tali da poter insegnare ai giovani”.

Michelangelo Gangemi è il nuovo presidente della SINCH per il prossimo biennio 2016 – 2018. Lo ha deciso l’Assemblea Nazionale che ha avuto luogo a Roma durante la 65esima edizione del Congresso Nazionale. Michelangelo Gangemi è iscritto alla Società italiana di neurochirurgia dal 1978 ed è stato Segretario della Società dal 2010 al 2014. 

Il neo presidente ha indicato come strada prioritaria “il ruolo formativo che la SINch deve continuare a svolgere ed intensificare al fine di favorire la formazione dei giovani. Dobbiamo pensare non  solo ai futuri neurochirurghi, ma anche cercare di  valorizzare quelli che hanno esperienza e capacità didattiche tali da poter insegnare ai giovani”. 

Alberto Delitala, presidente uscente della SINch, resta a far parte del Consiglio direttivo come past president. A ricoprire la carica di vice presidente sarà Marco Fontanella, direttore della Neurochirurgia agli “Spedali Civili” Brescia e docente di neurochirurgia all’Università di Brescia. Il neurochirurgo napoletano Paolo Cappabianca è stato riconfermato  per ricoprire la carica di Segretario. Riconfermato anche il tesoriere Umberto Godano. Il nuovo consiglio direttivo sarà costituito dai neurochirurghi:  Andrea BARBANERA; Marco CENZATO; Pasqualino DE MARINIS; Antonino GERMANO'; Reza GHADIRPOUR; Gualtiero INNOCENZI; Angelo LAVANOMassimiliano VISOCCHI; Francesco ZENGA

“La neurochirurgia italiana – ha dichiarato Gangemi – , in questi ultimi anni, ha acquisito enorme prestigio  a livello internazionale. Abbiamo un neurochirurgo italiano, Franco Servadei,  presidente eletto alla World Federation, Francesco Tomasello ricopre la carica di vicepresidente della stessa società e molti  italiani ricoprono cariche importanti in tutte le altre organizzazioni internazionali. In Italia esiste un’eccellenza neurochirurgica e quest’eccellenza deve essere utilizzata soprattutto per la formazione dei giovani. La formazione deve essere elargita, sfruttando tutte le risorse umane che la nostra Società scientifica possiede”.

“Bisogna continuare ed intensificare  – ha proseguito il neo presidente – l’organizzazione di corsi pratici che siano a costo zero per i partecipanti e chiedere alle varie sezioni di programmare riunioni monotematiche che abbiano un taglio esclusivamente formativo. Infine, cercare di convincere i nostri soci a trasformare parte dei tanti congressi che si organizzano nel nostro Paese in corsi. Tutte queste iniziative potrebbero costituire, sotto il coordinamento della SINch, un vero e proprio percorso formativo alla fine del quale i partecipanti otterrebbero un attestato ufficiale da parte della nostra Società”.

Per Gangemi sarà fondamentale “pensare non  solo ai futuri neurochirurghi, ma anche cercare di  valorizzare quelli che hanno esperienza e capacità didattiche tali da poter insegnare ai giovani. Ritengo poi che l’associazione che rappresenta i neurochirurghi italiani debba avere un ruolo nella programmazione e nello sviluppo della neurochirurgia del nostro Paese. E’ quindi importante aprire un dialogo con gli organi governativi affinché venga riconosciuto alla SINch un ruolo “consultivo”. Un grande problema che interessa la nostra categoria è rappresentato dai contenziosi – medico legali che affliggono quotidianamente i neurochirurghi italiani. Anche se è in corso una modifica legislativa in merito ai risarcimenti, a tutt’oggi il nostro operato è condizionato dalla possibilità da parte del paziente di aprire, a torto o a ragione, una vertenza legale. Vista l’impossibilità di avere delle polizze assicurative particolari che tutelino l’operato della nostra categoria, è a mio avviso importante fornire alla magistratura degli elenchi di esperti neurochirurghi presenti in tutte le nostre regioni da considerare come possibili CTU (consulenti tecnici d’ufficio)”.

 “Penso che la SINch – ha concluso – debba avere l’importante obiettivo di educare i giovani neurochirurghi, soprattutto quelli dei Paesi in via di sviluppo più vicini all’Italia creando specifici corsi o facendo partecipare questi stessi neurochirurghi ai nostri corsi.  La nostra Società deve dare il proprio contributo a livello mondiale non solo nello sviluppo scientifico ma anche in quello formativo, che attualmente ha un’importanza rilevante. Nei Paesi in via di sviluppo la neurochirurgia è spesso molto arretrata ed hanno difficoltà economiche non trascurabili per poter partecipare a corsi europei, americani o di altre nazioni, per cui facilitare l’inserimento nei nostri corsi di neurochirurghi che provengono da Nazioni più disagiate  deve essere prioritario all’interno della nostra Società scientifica”.

21 Ottobre 2016

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