Nuova convenzione farmacie. Mandelli (Fofi): “Un passo avanti molto positivo, non solo dal punto di vista del professionista ma anche per il Ssn”

Nuova convenzione farmacie. Mandelli (Fofi): “Un passo avanti molto positivo, non solo dal punto di vista del professionista ma anche per il Ssn”

Nuova convenzione farmacie. Mandelli (Fofi): “Un passo avanti molto positivo, non solo dal punto di vista del professionista ma anche per il Ssn”
In farmacia si potranno così eseguire "esami di base, eseguibili tramite dispositivi point-of-care, quindi con valore orientativo e non diagnostico. Questi test possono offrire al paziente un’indicazione generale sul proprio stato di salute, ma ovviamente non sostituiscono un’analisi di laboratorio completa". Ci saranno corsi di formazione e, durante il percorso universitario, i futuri farmacisti "acquisiranno una formazione mirata, che risponde alle esigenze moderne".
della professione,

Il rinnovo della convenzione delle farmacie? “Un atto doveroso. Aspettavamo da 26 anni e, per usare una battuta, quando lo abbiamo scritto eravamo ai tempi dei fax, mentre oggi siamo nell’era delle email. Era un aggiornamento necessario, perché il vecchio testo descriveva una realtà che ormai non esisteva più. Si tratta, quindi, di un passo avanti molto positivo, non solo dal punto di vista del professionista farmacista, ma soprattutto per il salto di qualità che la collettività ha chiesto a tutti i sanitari dopo l’esperienza del Covid”.

Così il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, in un’intervista a Panorama.

“Si introducono cambiamenti significativi, tra cui uno particolarmente rilevante: l’istituzione ufficiale del dossier farmaceutico. Si tratta di un sistema che crea una rete tra tutti i professionisti della salute, consentendo loro di scambiarsi informazioni cliniche fondamentali, naturalmente sempre con il consenso del cittadino”, ha aggiunto.

E non saranno necessari tempi lunghi per vedere concretizzarsi le novità introdotte. “Le infrastrutture di base esistono già. Basti pensare alla ricetta elettronica dematerializzata, che è già una realtà. Non si tratta di sviluppare un software da zero, ma piuttosto di regolamentare l’integrazione tra le varie professioni sanitarie – ha spiegato Mandelli -. Inoltre, grazie ai fondi del PNRR, molte cose sono realizzabili in tempi brevi. Quindi, più che un’idea futuribile, questa è una necessità imminente. Far dialogare i professionisti della salute non è solo una direttiva del DM77, ma un’esigenza reale. La carenza di farmacisti, medici e infermieri è sotto gli occhi di tutti. Per garantire un servizio sanitario all’altezza delle esigenze dei cittadini, dobbiamo fare squadra, collaborare e trovare soluzioni concrete”.

Per eseguire i test in farmacia “esistono diversi macchinari, tutti certificati e conformi agli standard europei. Se entra in una farmacia, noterà che su questi dispositivi è presente il marchio CE, che garantisce il rispetto delle normative di sicurezza e affidabilità. Questi macchinari saranno predisposti a controlli. Alla luce della nuova convenzione, essendo noi un ente di diritto pubblico sotto il controllo dello Stato, stiamo predisponendo una linea guida ufficiale. Questa servirà a supportare i farmacisti nella gestione di questi test, assicurando che siano utilizzati correttamente e nel rispetto delle normative”.

In farmacia si potranno così eseguire “esami di base, eseguibili tramite dispositivi point-of-care, quindi con valore orientativo e non diagnostico. Tra questi: Glicemia, Emoglobina glicata (HbA1c), Colesterolo totale, Trigliceridi, LDL e HDL (colesterolo “cattivo” e “buono”). Questi test possono offrire al paziente un’indicazione generale sul proprio stato di salute, ma ovviamente non sostituiscono un’analisi di laboratorio completa. I costi variano a seconda del tipo di test. Si parte da pochi euro per i test più semplici, fino ad arrivare a circa 15 euro per esami più complessi, come la PCR o la misurazione di LDL e HDL. Per il momento, questi test saranno erogati in regime privato, quindi non rimborsabili dal Ssn”.

Per tutto questo verranno fatti dei corsi di aggiornamento per i farmacisti. “Sui corsi di aggiornamento ci sono due aspetti da considerare. Il primo riguarda il tema delle vaccinazioni. La legge prevede che i farmacisti laureati possano ottenere l’autorizzazione per somministrare vaccini tramite un corso specifico organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, che si svolge anche tramite le piattaforme della Federazione degli Ordini. Con l’introduzione delle nuove lauree, abbiamo dovuto rispondere tempestivamente alle necessità derivanti dalla pandemia. Durante quel periodo, abbiamo semplificato l’esame di stato, non solo per i farmacisti, ma anche per medici, tecnici e altre professioni sanitarie, al fine di far fronte alla carenza di professionisti. Abbiamo avviato una riforma molto importante del corso di laurea in farmacia, che ha reso il farmacista ancora più centrale nel campo della salute. Durante il percorso universitario, i futuri farmacisti acquisiranno una formazione mirata, che risponde alle esigenze moderne
della professione, evitando che questa formazione venga ottenuta in un secondo momento, tramite corsi post-laurea”, conclude Mandelli.

14 Marzo 2025

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