Nursing Up: “Report Agenas allarmante, Pnrr rischia il fallimento senza infermieri”

Nursing Up: “Report Agenas allarmante, Pnrr rischia il fallimento senza infermieri”

Nursing Up: “Report Agenas allarmante, Pnrr rischia il fallimento senza infermieri”
“Case e Ospedali di Comunità come scatole vuote prive di professionisti. Basta proclami, servono risposte concrete. Si consenta agli infermieri  dipendenti delle aziende sanitarie, su base volontaria, di coprire temporaneamente almeno una parte delle carenze a regime libero professionale o convenzionato” dichiara il presidente De Palma

“La sanità territoriale italiana è sull’orlo di un precipizio e il recente “Report Agenas, assevera i nostri timori. Certifica tutto questo senza possibilità di smentita: il grande progetto del Pnrr rischia di trasformarsi in un colossale spreco di risorse pubbliche se non si interviene immediatamente per colmare la drammatica carenza di professionisti sanitari”.

Così Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up commenta il dato emerso dal Report Agenas: il 3% delle Case della Comunità è realmente operativo con la presenza di medici e infermieri, mentre solo il 22% degli Ospedali di Comunità ha almeno un servizio attivo.

“Sono anni che denunciamo, con forza e con dovizia di numeri, il rischio concreto che l’enorme occasione rappresentata dalla Missione 6 del Pnrr possa essere irrimediabilmente sprecata. Non può esistere un rilancio della sanità territoriale senza infermieri, non esistono strutture in grado di offrire assistenza ai cittadini se non ci sono professionisti in carne e ossa pronti a lavorarci dentro. Abbiamo destinato miliardi alla costruzione di Case e Ospedali di Comunità, ma ci siamo dimenticati di chi dovrebbe mandarle avanti. Una follia”.

“Le nostre stime parlano chiaro: servono almeno 50mila infermieri di famiglia e comunità entro dicembre 2026 se vogliamo che questa riforma non resti un libro dei sogni. Eppure, a quasi quattro anni dall’approvazione della Legge 17 luglio 2020 n. 77, che prevedeva l’assunzione di 9.600 infermieri di famiglia per rafforzare i servizi territoriali, ne sono stati reclutati appena 3.000. Dove sono finiti gli altri 6.600? Perché non si è dato seguito a una legge che avrebbe dovuto rappresentare il primo passo verso il rilancio dell’assistenza di prossimità?” continua De Palma.

“Il Dm 77/2022 – conclude – ha tracciato una riforma ambiziosa, individuando nella sanità territoriale la chiave di volta per garantire un’assistenza moderna ed efficiente. Ma senza personale, ogni sforzo diventa vano. Perché non si permette ai professionisti dipendenti delle aziende sanitarie, su base volontaria, di coprire temporaneamente, almeno una parte delle carenze con accordi libero professionali o in convenzione, ricoprendo il ruolo che sarebbe dovuto essere degli infermieri di famiglia? I presupposti giuridici ci sono tutti, e noi saremmo pronti a dare il nostro apporto al riguardo. Si tratta di scelte di buon senso, che potrebbero tamponare un’emergenza ormai fuori controllo”.

14 Marzo 2025

© Riproduzione riservata

Ferie non godute nella PA, i legali C&P sfatano i 4 falsi miti che fanno perdere diritti e soldi
Ferie non godute nella PA, i legali C&P sfatano i 4 falsi miti che fanno perdere diritti e soldi

“Se non le uso entro 18 mesi le perdo”, “nel pubblico impiego le ferie non possono mai essere pagate”, “se mi dimetto non mi spetta nulla”. Sono alcuni dei falsi...

Sanità privata e Rsa, presidio dei sindacati davanti al Ministero: “Ci avete lasciato in mutande”
Sanità privata e Rsa, presidio dei sindacati davanti al Ministero: “Ci avete lasciato in mutande”

“Ci avete lasciato in mutande”, è questo lo slogan scelto da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp per il presidio nazionale davanti al Ministero della Salute, a Roma, a...

Estate, formazione ECM al 50% con Qs Club: il momento giusto per mettersi in regola
Estate, formazione ECM al 50% con Qs Club: il momento giusto per mettersi in regola

L'estate può diventare il momento ideale per mettersi in pari con la formazione ECM, senza dover concentrare tutto nei mesi più intensi dell'anno. È proprio da questa idea che nasce...

Medici di famiglia e pediatri. Arriva il decreto per sbloccare i 235,8 milioni destinati alle apparecchiature diagnostiche di primo livello: fino al 50% delle risorse alle Case della Comunità
Medici di famiglia e pediatri. Arriva il decreto per sbloccare i 235,8 milioni destinati alle apparecchiature diagnostiche di primo livello: fino al 50% delle risorse alle Case della Comunità

È stato approvato in Conferenza Stato-Regioni schema di decreto del Ministero della Salute che disciplina l'impiego dei 235,834 milioni di euro destinati all'acquisto di apparecchiature sanitarie per i medici di...